Alessandro Barbero al Festival della Mente: Lezioni e Conferenze di Storia

Alessandro Barbero al Festival della Mente: Lezioni e Conferenze di Storia

By Curato da: Fabrizio Mele
Lezioni e conferenze sulla Storia come non l'avete mai sentita. Il professor Alessandro Barbero racconta in modo avvincente e ricco di curiosità gli aspetti più o meno noti della storia, dal Medioevo all'Età Contemporanea.

Raccolta non ufficiale a scopo divulgativo delle lezioni del prof. Alessandro Barbero al Festival della Mente di Sarzana, più conferenze e lezioni tratte da YouTube. Questo podcast è pubblicato senza alcuno scopo di lucro, e con il solo fine di rendere facilmente accessibili contenuti culturali già gratuiti.

Info, segnalazioni e suggerimenti a fabriziomele92@gmail.com.
More places to listen

More places to listen

Le rivolte popolari nel Medioevo: la Jacquerie dei contadini francesi (1358) (#1 2019)
Pubblichiamo la prima conferenza della serie 2019 (Le rivolte popolari nel Medioevo) degli interventi al Festival della Mente. Era l’epoca della Guerra dei cent’anni. La Francia era invasa dagli inglesi, e i nobili francesi, i più orgogliosi del mondo, passavano di sconfitta in sconfitta. Nel 1356, alla battaglia di Poitiers, era addirittura caduto prigioniero del nemico il re di Francia, Giovanni il Buono. Neppure due anni dopo, all’improvviso, così come scoppia un incendio, i contadini dell’Île-de-France (i Jacques, come erano soprannominati) cominciarono ad attaccare i castelli, ad ammazzare i signori, a violentare le loro donne, gridando che visto che i nobili non erano capaci di difendere il paese, non c’era nessun motivo di continuare a mantenerli. Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=liKCqaRPJz0 Tutti i diritti sono riservati al Festival della Mente, questo episodio è una condivisione senza tagli o modifiche della registrazione disponibile su Youtube al link indicato.
1:08:05
September 16, 2019
BarberoTalk #1 [Versione Corretta] - La Grande Guerra (Università del Dialogo SERMIG, Torino 2018)
VERSIONE CORRETTA Inauguriamo la serie BarberoTalk, non lezioni e conferenze "monografiche" ma dialoghi, interviste e dibattiti con il prof. Barbero. Questa settimana Alessandro Barbero all'Università del Dialogo SERMIG, Arsenale della Pace, si confronta con gli intervistatori sul tema della Grande Guerra. Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=lImjqBCfPOE Music from filmmusic.io - Shades of Spring by Kevin MacLeod (incompetech.com) - License CC-BY 4.0
1:18:52
September 15, 2019
ExtraBarbero - L'incoronazione di Carlo Magno (Ed. Laterza, 2006)
Questa settimana una lezione d'annata. È la mattina di Natale dell'anno 800: Carlo Magno avanza in San Pietro e china la testa davanti al pontefice Leone III per ricevere dalle sue mani la corona imperiale. È un evento senza precedenti: è l'atto di nascita di uno spazio geopolitico occidentale che al di là delle vicissitudini della corona imperiale continua ancora oggi a costituire l'orizzonte predominante della storia europea. Ascolto consigliato: Alle Otto della Sera - Carlo Magno --> https://bit.ly/2k5Pf3f
1:11:09
September 8, 2019
ExtraBarbero - L'Imperatore Costantino (Rinascimento Culturale 2017)
Lo scorso weekend Alessandro Barbero è stato ospite del Festival della Mente 2019, l'evento che segna l'inizio dell'Anno Barberiano. In attesa di avere le registrazioni dei suoi tre interventi ascoltiamo una lunga lezione, registrata al festival Rinascimento Culturale 2017, sull'Imperatore Costantino. Barbero ha pubblicato nel 2016 un mastodontico saggio sul tema, costato dieci anni di ricerche. Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=Mu2o8amNew0 Rinascimento Culturale: https://rinascimentoculturale.it
1:22:35
September 1, 2019
ExtraBarbero - Roma Multietnica (Editore Laterza, 2007)
L’impero romano è un impero multietnico, un melting pot di culture, dove nel tempo la differenza tra cittadino, cives, romano e indigeno si è assottigliata: cittadini lo si poteva anche diventare, e così nel corso degli anni la popolazione dell’impero si è trasformata in un unico, immenso ed eterogeneo corpo politico e culturale. Questa registrazione fa parte delle "Lezioni di Storia" dell'Editore Laterza.
52:50
August 25, 2019
ExtraBarbero - Le Leggende sul Medioevo (Moby Dick Festival, 2019)
Questa settimana riprendiamo il tema delle "leggende sul Medioevo", già affrontato al Festival della Mente di Sarzana nel 2013: lo ius primae noctis, la paura dell'anno mille e il mito della Terra piatta, in una lezione leggera e interessante, nello stile di Alessandro Barbero. La conferenza di questa settimana è stata registrata nell'Aprile 2019 al Moby Dick Festival di Terranuova Bracciolini.  Link all'intervista su Passione Podcast di Andrea Ciraolo: https://bit.ly/2KFvbzc
1:02:30
August 18, 2019
ExtraBarbero - Il mito dell'Età dell'Oro (UniUPO, 2016)
Nella lezione di questa settimana, tenuta presso l'Università del Piemonte Orientale, il prof. Barbero ripercorre , a partire dagli scritti di Esiodo, la storia del mito dell'età dell'oro, e i suoi riflessi nelle culture antiche e medioevali.  Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=SGBK-23DGKM
1:09:48
August 4, 2019
ExtraBarbero - Solimano il Magnifico (Editore Laterza, 2009)
Solimano il Magnifico, il simbolo dell'Impero Ottomano: nella conferenza di questa settimana, tratta da "Lezioni di Storia" di Laterza Editore, il Prof. Barbero esamina questo personaggio storico straordinario.
1:06:06
July 28, 2019
ExtraBarbero - Napoleone, tra libertà e tirannide (Fiesole 2019)
Il prof. Barbero ci racconta di Napoleone come uomo e simbolo politico, amato da alcuni, odiato da altri. Vedremo come seppe derivare l’Impero partendo dalla Repubblica nata dalla Rivoluzione, e come fece a declinare il motto Libertè, Egalitè, Fraternitè nel suo regime totalitario ereditario. Da "Lezioni di Storia" di Laterza Editore, Fiesole giugno 2019. Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=Js0c52IiaBA
1:21:11
July 21, 2019
Annuncio: novità in arrivo!
Sono in arrivo novità per il podcast! Questa settimana non ci sarà un nuovo episodio, la pubblicazione riprenderà da domenica 21 luglio. Info, suggerimenti e messaggi: fabriziomele92@gmail.com Musica da https://filmmusic.io: "No Good Layabout" by Kevin MacLeod (https://incompetech.com). Licenza CC BY (http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/)
05:56
July 13, 2019
ExtraBarbero - L'Impero Romano e l'immigrazione (Biella, 2015)
L'impero romano e l'immigrazione. Uno specchio per il presente? Lectio Magistralis del prof. Alessandro Barbero, in data 4 novembre 2015. Docente di Storia medievale all'Università del Piemonte orientale. Inserita nel terzo ciclo di conferenze Dialoghi con la Modernità, promossi da Auser; Centro Documentazione sindacale Adriano Massazza Gal e CGIL Biella. Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=CoT7lsl6OU0
59:45
July 7, 2019
ExtraBarbero - Vittorio Emanuele II (La Spezia, 2011)
Dall'iniziativa "Festival della Mente in Classe", La Spezia 2011, il prof. Barbero racconta di Vittorio Emanuele II e del mito del "Padre della Patria". Registrazione originale.
1:18:08
June 30, 2019
ExtraBarbero - Il Linguaggio dei Papi (Festival della Comunicazione, 2015)
Al Festival della Comunicazione del 2015 il prof. Barbero esamina il linguaggio dei papi dalle origini ai giorni nostri. Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=G1dviTuVNI4
50:36
June 23, 2019
ExtraBarbero - Le Fake News della Storia (Poggibonsi, 2018)
“In hoc signo vinces”.  È la scritta che Costantino vede apparire in cielo prima della battaglia decisiva contro il suo rivale Massenzio, battaglia che deciderà le sorti di Roma e del suo impero. E il segno che farà vincere Costantino è il simbolo di Cristo, la croce. L’impero pagano diventa così un impero cristiano. In realtà la presunta visione di Costantino è menzionata solo da un suo biografo, il vescovo cristiano Eusebio di Cesarea, molti anni dopo lo scontro con Massenzio. Come e perché nasce una leggenda - qualcuno potrebbe parlare di fake news - e quanto questa e altre leggende hanno condizionato il corso degli eventi. Un'iniziativa della "Scintilla" in collaborazione con "Started" e "Archeotipo, con il sostegno di PANURANIA e SIENABIENTE e con il patrocinio del Comune di Poggibonsi.
34:31
June 16, 2019
ExtraBarbero - Guerra Santa e Jihad (Liceo Sella, Biella 2017)
In una conferenza organizzata presso il Liceo G&B Sella di Biella il professor Alessandro Barbero esamina il tema della Guerra Santa, attraverso i punti di vista di Cristianesimo ed Islam Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=aeg7VFQZYIs
1:07:00
June 9, 2019
ExtraBarbero - E se Napoleone avesse vinto a Waterloo? (Fondazione Siotto, 2018)
A Musica e Storia 2018 (Fondazione Siotto, Cagliari) il professor Barbero esplora la storia immaginando l'ipotetica vittoria di Napoleone alla Battaglia di Waterloo. Fonte: Fondazione Siotto
43:53
June 2, 2019
ExtraBarbero - Guerra e Pace (Salone del Libro 2019)
Al Salone del Libro di Torino (ed. 2019) il professor Barbero racconta del romanzo Guerra e Pace, leggendone anche brevi passi. Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=BX9bmV3Eam0
44:42
May 26, 2019
ExtraBarbero - Alessandro Barbero al Liceo Cavour di Torino (Notte nazionale del liceo classico, aprile 2019)
Il professor Barbero risponde alle domande degli studenti del Liceo Classico Cavour di Torino, di cui è stato studente, alla "Notte nazionale del liceo classico" organizzata dalla scuola. Registrazione originale.
47:56
May 19, 2019
ExtraBarbero - Alessandro Barbero riceve il Premio per l'Informazione Culturale 2018 ad Alassio
In questo episodio ascoltiamo il discorso del prof. Barbero per l'accettazione del Premio per l'Informazione Culturale 2018 ricevuto ad Alassio nel settembre 2018. Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=Pth_k1ywSxE
1:14:09
May 12, 2019
ExtraBarbero - Dante e la nobiltà (Festa Internazionale della Storia 2018, Bologna)
Il professore Barbero nella sala dello Stabat Mater della Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna esamina un argomento complesso: Dante e la Nobiltà. Sorgente: Youtube.
1:17:51
May 5, 2019
ExtraBarbero - La strana amicizia tra un bailo e un gran visir (Ateneo Veneto, aprile 2018)
Alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Ateneo Veneto del 2018 Alessandro Barbero tiene una prolusione dal titolo "Domino Mehmet Musulmanorum Visiario amico optimo. La strana amicizia tra un bailo e un gran visir", che prende spunto dal suo libro Lepanto. la battaglia dei tre imperi (Laterza, 2010) Premio Selezione Bancarella, Premio Antico Pignolo, tradotto in Spagna e in Francia. Tratto da: Ateneo Veneto
38:32
April 28, 2019
Speciale 25 aprile - Il Valore della Resistenza: discorso alle celebrazioni del 25 aprile di Vercelli (25 aprile 2019)
L'audio dell'intervento del professor Barbero alle celebrazioni per la Festa della Liberazione, registrato il 25 aprile 2019 a Vercelli. Registrazione originale ad opera di VercelliOggi.it.
27:48
April 25, 2019
ExtraBarbero - La conquista della Democrazia: la lezione del passato (Costruire il Futuro - Torino 2018)
Il professor Barbero racconta la conquista della Democrazia e le lezioni che il passato ci deve dare nel guardare al futuro. Conferenza tenuta nell'ambito del ciclo "Costruire il Futuro", della Fondazione per la Scuola. Registrato il 15 febbraio 2018. Registrazione originale: https://www.fondazionescuola.it/costruire-futuro/mondo-che-cambia
45:07
April 21, 2019
ExtraBarbero - Le "visioni" di uno storico (Festival della Comunicazione di Camogli 2018)
Dal Festival della Comunicazione di Camogli, ed. 2018: Alessandro Barbero espande il tema delle "visioni" dal punto di vista dello storico. Registrazione originale.
1:05:04
April 14, 2019
ExtraBarbero - Le crisi del Trecento e del Duemila (Giovedì Scienza 2010)
C’è un singolare parallelismo tra il Trecento, un secolo del tardo Medioevo, e il nuovo secolo supertecnologico appena iniziato. Entrambi sono caratterizzati da laceranti crisi economiche (allora carestie, oggi tracolli finanziari), conflitti militari (già allora talvolta dovuti allo scontro tra cristianità e islamismo) ed epidemie (si pensi alla peste del 1348 che offrì al Boccaccio lo spunto per scrivere il Decamerone e agli allarmi per la malattia di “mucca pazza”, l’Aids, l’influenza aviaria, la febbre suina). Il prof. Barbero ci guiderà alla scoperta di analogie e differenze tra due epoche separate da un abisso di sette secoli. Pubblicazione originale: tuttobarbero.tumblr.com
1:28:41
April 7, 2019
Creatività distruttrice: Waterloo 1815 (#3 2009)
L’addestramento di un soldato, nell’epoca napoleonica, durava pochi mesi. Ma era il punto d’arrivo di un meccanismo enormemente costoso, in cui rientravano la produzione delle armi, i colossali appalti per la fornitura di divise e vettovaglie, e la pubblicazione di manuali d’istruzione in cui ogni movimento di un soldato era descritto e numerato. L’ideale era che nulla fosse lasciato al caso, e che le reclute, inquadrate da sottufficiali esperti del mestiere e da ufficiali socialmente superiori, si muovessero come gli ingranaggi di una macchina. Ma quegli ingranaggi erano sempre esseri umani, e la somma delle loro reazioni individuali, in ultima analisi, determinava l’esito di una battaglia… Fonte:https://www.festivaldellamente.it/it/evento-n-34-3
58:09
March 29, 2019
Creatività distruttrice: Lepanto 1571 (#2 2009)
Le due flotte che si affrontarono a Lepanto erano il prodotto di una tecnologia affinata nel corso dei secoli e di colossali investimenti da parte dei tre imperi, l’ottomano, il veneziano e lo spagnolo, che insieme governavano tutto il mondo mediterraneo. La costruzione delle 400 galere fu possibile solo grazie all’esistenza di impianti industriali all’avanguardia come gli arsenali di Venezia e di Istanbul, e allo sfruttamento spietato di risorse forestali in via di esaurimento; i governi dovettero ricorrere a mezzi estremi per reclutare i 60.000 rematori necessari. Eppure, quando le due flotte si incontrarono era praticamente certo che una delle due sarebbe stata cancellata in poche ore… Fonte:https://www.festivaldellamente.it/it/evento-n-20-2
53:44
March 27, 2019
Creatività distruttrice: Campaldino 1289 (#1 2009)
Tre momenti storici per capire i presupposti culturali, politici ed economici che presiedevano in passato alla creazione di un esercito. Una forma di creatività “diversa”, che porta solo distruzione e morte, tutto ciò che si è fatto in anni di lavoro può essere spazzato via in un giorno. Nella società feudale medioevale il re poteva mobilitare i proprietari terrieri a cavallo, ma gli eserciti dei comuni, come quelli che si affrontarono a Campaldino, riflettevano un mondo urbano diverso, dove gli imprenditori combattevano a cavallo accanto ai nobili, ma anche mercanti e artigiani difendevano la loro città. E poi c’era il dilemma dei mercenari: meglio cittadini guerrieri, o professionisti che si battono per denaro? Originale: https://www.festivaldellamente.it/it/evento-n-4-3
56:37
March 25, 2019
ExtraBarbero - La "comunicazione aziendale" degli ordini religiosi del Medioevo (Festival della Comunicazione di Camogli 2016)
Dal Festival della Comunicazione di Camogli, ed. 2016: Alessandro Barbero racconta di come gli ordini religiosi gestivano i problemi di comunicazione – mission, brand, marketing, target – oltre a quelli organizzativi, del potere e della segretezza. Barbero esamina i tratti caratterizzanti degli ordini religiosi medioevali evidenziando come siano, nella sostanza, sorprendentemente simili a quelli delle aziende odierne. Registrazione originale.
46:51
March 21, 2019
Le Crociate: l'Occidente visto dagli "altri" (#3 2008)
Le Crociate sono il primo momento in cui l’Occidente medievale, dopo secoli di ripiegamento su se stesso, si apre a una prospettiva di espansione mediterranea, condotta aggressivamente con le armi e con il commercio. Un’espansione che porterà i crociati europei e i mercanti delle città marinare italiane ad aggredire tanto il mondo islamico, sul versante meridionale del Mediterraneo, quanto il mondo dei Cristiani d’Oriente. Per la prima volta in quest’epoca alcune preziose testimonianze provenienti dal mondo arabo e dal mondo greco ci descrivono la società occidentale e i suoi capi, visti con l’occhio disincantato, talvolta ammirato, più spesso ironico, di chi apparteneva a una civiltà più sofisticata.
54:38
March 15, 2019
Le Crociate: fra Guerra Santa e Jihad (#2 2008)
Uccidere in nome della fede è un tema di scottante attualità, in riferimento al terrorismo islamico, ma per secoli è stato riferito alle Crociate. Se i cristiani delle origini prendevano sul serio il comandamento “Non uccidere”, al punto che ci fu chi affrontò il martirio pur di non combattere, le Crociate provocarono un drammatico ribaltamento di questi principi, sulla spinta d’una convinzione popolare (che uccidere gli infedeli fosse gradito a Dio) cui la Chiesa, nonostante le iniziali perplessità, non seppe opporsi, e che provocò, insieme alla conquista della Terrasanta, anche i primi pogrom antiebraici d’Europa. È per reazione a questa aggressione che rinacque nel mondo islamico lo spirito, da tempo sopito, della jihad.
51:14
March 14, 2019
Le Crociate: l'Epopea (#1 2008)
Nonostante tutti i problemi etici e politici di cui oggi siamo ben consapevoli, le Crociate sono state vissute dai contemporanei come un’epopea, e meritano di essere ricordate e raccontate anche in questa prospettiva. Per molte generazioni di occidentali il “viaggio oltremare” ha rappresentato l’avventura, la ricerca d’una vita diversa, la disponibilità al sacrificio in nome di un ideale, e in questo contesto sono emersi personaggi leggendari, protagonisti di vicende inimmaginabili fino a quel momento: da Pietro l’Eremita a Goffredo di Buglione, da Riccardo Cuor di Leone a Luigi IX il Santo.
1:00:55
March 13, 2019
ExtraBarbero - AI confini dell'Europa: da Adrianopoli a Poitiers (Future Digs Matera 2019)
ExtraBarbero: una lezione di Storia dell'Europa registrata nel febbraio 2019 in occasione di Future Digs, progetto nell'ambito di Matera Capitale della Cultura 2019. “Quello romano non era un impero europeo: le zone che oggi per noi sono il cuore dell’Occidente, lungo il Reno e il Danubio, non erano per i cittadini di Roma che un’estrema periferia affacciata sul barbaricum. Un secolo e mezzo dopo, la vittoria di Carlo Martello a Poitiers mette fine all’espansione araba ed è celebrata da un cronista del tempo come una vittoria degli “europenses”; e il nipote di Carlo Martello, Carlo Magno, sarà acclamato come il “Re Padre dell’Europa”. Le province perdute dell’Impero, asservite dai barbari, avevano strutturato una propria forte identità e presto sarebbero partite alla conquista del mondo. “Quindi – conclude Barbero – i discendenti di quei barbari che hanno combattuto queste due battaglie siamo noi europei” Registrazione originale: https://www.youtube.com/watch?v=KjJ_JQZavzM
1:20:25
March 10, 2019
ExtraBarbero - La Differenza tra Storia e Memoria (I.I.S L. Lagrangia a Vercelli 2019)
ExtraBarbero: Il prof. Barbero in una conferenza su Storia e Memoria, le loro differenze e il significato del lavoro dello storico, tenutasi il 25 febbraio 2019 nell'aula magna dell'Istituto Lagrangia di Vercelli, conferenza organizzata nell'ambito del progetto "Centro Studi Polis" dell'Istituto. Registrazione tratta da: https://www.youtube.com/watch?v=2ZVbKnrZI40
46:26
March 2, 2019
ExtraBarbero - Una storia di Condivisione: Federico II (da Pistoia - Dialoghi sull'Uomo 2017)
ExtraBarbero. Il racconto avvincente di uno dei più brillanti storici italiani su una vicenda lontana, ma anche attualissima. Federico II era soprannominato dai contemporanei stupor mundi, suscitava ammirazione mista a sgomento per la sua sfrenata curiosità intellettuale: intratteneva persino corrispondenza filosofica con i dotti del Marocco. Re di una Sicilia dove nel tredicesimo secolo era ancora forte la presenza araba, emanò leggi in difesa dei suoi sudditi musulmani ed ebrei, proibendo di discriminarli rispetto ai cristiani. Costretto dal papa a partire per la crociata, si mise d'accordo col sultano per spartirsi Gerusalemme, con grande scandalo degli integralisti da entrambe le parti. Deportò i musulmani di Sicilia che si erano ribellati, ma costruì per loro una città islamica a Lucera, in Puglia, con tanto di moschee. Nemmeno per l'imperatore era facile imporre la condivisione in un mondo dominato dall'odio, ma non si può dire che Federico non ci abbia provato.  Audio tratto da: http://www.dialoghisulluomo.it/it/barbero/una-storia-di-condivisione-federico-ii  Registrato nel marzo 2017 a Pistoia - Dialoghi sull'Uomo.
1:03:01
February 26, 2019
ExtraBarbero - Uomini che hanno fatto la storia: Carlo Magno, Napoleone, Garibaldi (Lamezia Terme, aprile 2012)
Episodio extra: la conferenza contenuta in questo episodio proviene dalla rassegna culturale "Il Sabato del Villaggio" di Lamezia Terme del 2012. In questo episodio Alessandro Barbero racconterà nel suo stile ricco di curiosità e notizie inedite e poco note tre grandi figure che hanno fatto la storia: Carlo Magno, Napoleone e Garibaldi. Registrato il 28 aprile al Teatro Politeama di Lamezia Terme. Originale disponibile: https://www.youtube.com/watch?v=CrzVy_WNEyA
1:18:14
February 24, 2019
La Prima guerra mondiale. Dal Piave a Vittorio Veneto (#3 2018)
Diceva Prezzolini che «Caporetto è stata una vittoria, e Vittorio Veneto una sconfitta per l’Italia, perché ci si fa grandi resistendo a una sventura ed espiando le proprie colpe, e si diventa invece piccoli gonfiandosi con le menzogne e facendo risorgere i cattivi istinti per il fatto di vincere». A cent’anni dalla battaglia del Piave e da quella di Vittorio Veneto, diventano significativi quei pochi mesi in cui un paese sconfitto e invaso – dove il senso di appartenenza alla comunità nazionale si era improvvisamente rafforzato per effetto dell’umiliazione – è diventato un paese vittorioso e invasore, sprezzante dei diritti altrui.
1:04:59
February 8, 2019
La Prima guerra mondiale. Caporetto (#2 2018)
Nella Prima guerra mondiale l’Italia ha affrontato sul piano organizzativo, industriale e umano una prova sbalorditiva per un paese così debole. Gli sforzi compiuti in cinquant’anni dopo l’Unità per fare davvero del Paese una comunità nazionale avevano avuto successo. Nel mondo, però, della guerra italiana tutti ricordano un unico episodio, il cui nome ha un suono umiliante: Caporetto. È un peccato, ma non possiamo incolparne gli altri, perché a Caporetto è emersa l’altra faccia di quelle nazione sospesa fra modernità e arretratezza: l’inefficienza, la retorica, l’irresponsabilità della classe dirigente. Un peso da cui l’Italia non è mai riuscita a liberarsi.
1:04:37
February 8, 2019
La Prima guerra mondiale. Il 24 maggio: l’Italia entra in guerra (#1 2018)
Quella che i nostri vecchi chiamavano la guerra del ’15-18 era cominciata per il resto del mondo un anno prima, nel 1914. L’Italia allora era rimasta neutrale, perché il governo era consapevole della sua debolezza. Ma nacque subito un partito della guerra, che agitava come pretesto la necessità di completare la comunità nazionale, con la liberazione di Trento e Trieste. In realtà, secondo gli interventisti il Paese non poteva permettersi di restare fuori dalla guerra: i vincitori avrebbero ridisegnato il mondo e l’Italia, se voleva essere una grande potenza, doveva sedere al loro tavolo. Così, il 24 maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria.
1:05:02
February 8, 2019
Una rete di partigiani: i GAP di Roma e l’attentato di via Rasella
Latest episode of Alessandro Barbero al Festival della Mente
1:09:52
February 8, 2019
Le Invasioni Barbariche: il razzismo (#3 2007)
In questa terza lettura sono presentati gli autori romani e greci che fra IV e V secolo, quando il governo imperiale si dimostra sempre più incapace di gestire l’immigrazione, cominciano ad allarmarsi perché i barbari sono troppi. Sinesio trova che un barbaro rimane sempre barbaro anche se fa parte del consiglio dei ministri, e che preferirà sempre la pelliccia alla toga; Sidonio Apollinare riconosce che i barbari sono gente in gamba, e che il futuro appartiene a loro, è solo un peccato che siano così maleducati e abbiano strane idee sull’igiene. Testi antichi per un tema molto attuale.
36:49
February 8, 2019
Le Invasioni Barbariche: l'integrazione (#2 2007)
La conversione di Roma al Cristianesimo incoraggiò gli imperatori a coltivare il sogno di un potere universale, nella forma di un impero cristiano esteso all’intera umanità. In questa seconda lettura sono presentati gli scrittori cristiani come Prudenzio, che auspica la nascita d’un popolo nuovo dalla fusione delle stirpi romane e barbare, e come il padre della Chiesa Gregorio di Nazianzo, che tiene corrispondenza con i figli di immigrati diventati generali dell’esercito romano e scopre che non è colpa loro se sono alti e biondi, e che tutti possono essere romani, o greci, purché lo vogliano.
40:00
February 8, 2019
Le Invasioni Barbariche: l'immigrazione (#1 2007)
Finché i Romani seppero gestire la sfida dell’immigrazione i barbari furono una risorsa per l’impero, assai più che una minaccia. L’ideologia ufficiale insisteva che tutti i popoli dovessero avere la possibilità di conoscere “la felicità romana”. In questa prima lettura si presentano, fra l’altro, le orazioni di Temistio, grande retore e influente politico nella Costantinopoli del IV secolo, in cui si scopre che i Romani avevano una coscienza ecologica e che i barbari andavano protetti dal rischio dell’estinzione, soprattutto perché una volta promossi a cittadini romani, anche loro pagavano le tasse.
35:35
February 8, 2019
Pensare l'Italia: Garibaldi (#3 2010)
Alla vigilia dei 150 anni dell’Unità, il racconto storico e la visione dell’Italia che ebbe Garibaldi. Ligure, visse quattro anni a Costantinopoli e diciotto in Sud America, fece il marinaio in Tunisia, il corsaro in Brasile e l’operaio a New York. Mazziniano, socialista e anticlericale, fu condannato a morte per cospirazione. Ebbe tre diversi nomi di guerra, “Cleombroto”, “Joseph Pane” e “Borrel”, per sfuggire alla polizia o per arruolarsi in incognito. E’ l’unico italiano degli ultimi secoli di cui si possa dire tranquillamente che fu un grandissimo generale. L’Italia, unificata da lui, finse di onorarlo con vie, piazze e monumenti, e ignorò tacitamente tutti i valori per cui si era battuto; contrariamente a un luogo comune, in questo paese parlar male di Garibaldi è facilissimo, come dimostra l’odio cieco che si scatena contro di lui sul web.
1:08:27
December 5, 2018
Pensare l'Italia: Vittorio Emanuele II (#2 2010)
Alla vigilia dei 150 anni dell’Unità, il racconto storico e la visione dell’Italia che ebbe Vittorio Emanuele II. Salito al trono dopo la disfatta di Novara, rifiutò di abolire lo Statuto, incoraggiando il governo “a picchiare egualmente sui rossi come sui neri”. Quando si accorse che con la legge elettorale vigente, per cui votavano solo i borghesi e non i contadini, vinceva la sinistra, minacciò: “darò il suffragio universale e andrò io stesso a parlare agli elettori”. Cattolico devoto, non ebbe paura di varare le leggi Siccardi, che eliminavano i privilegi del clero, e di far arrestare l’arcivescovo di Torino, che aveva invitato i cattolici a disobbedire alla legge. Diventato il primo re d’Italia, sposò in seconde nozze la sua amante, la “bella Rosina” analfabeta, figlia di un sergente, scappando appena possibile dal Quirinale per starsene in pantofole con lei.
1:05:20
December 5, 2018
Pensare l'Italia: Cavour (#1 2010)
Alla vigilia dei 150 anni dell’Unità, il racconto storico e la visione dell’Italia che ebbero Cavour, Vittorio Emanuele II e Garibaldi. Cavour, nato suddito di Napoleone per tutta la vita parlò e scrisse in francese meglio che in italiano. Carlo Alberto lo considerava “un carbonaro impertinente”. Sosteneva che l’Italia nata dal Risorgimento doveva incarnare i grandi principi della Rivoluzione francese e che gli operai dovevano essere pagati meglio “per prevenire il socialismo”. Primo ministro per nove anni, terrorizzò i possidenti aumentando le imposte e investì per modernizzare il paese: durante il suo governo triplicò il PIL, creò dal nulla strade, ferrovie, canali e banche. Preparò l’unica delle Guerre d’Indipendenza che l’Italia sia riuscita a vincere.
1:02:40
December 5, 2018
Come pensava un uomo del Medioevo? Il cavaliere (#3 2011)
Jean de Joinville era un cavaliere e un gran signore, vassallo e amico del re di Francia Luigi IX. Non aveva bisogno di nascondere quel che pensava, perché un uomo del suo lignaggio non aveva paura di nessuno. Quando partì per la crociata, ammise di non averne voglia, e per strada continuò a voltarsi verso il suo castello, dove lasciava la giovane moglie; l’onore imponeva di partire, e l’onore era la cosa più importante. Amava il suo re, ma l’idea che fosse un santo gli sembrava buffa. Quando i Saraceni li catturarono tutti, qualcuno suggerì di affrontare il martirio piuttosto che arrendersi; “ma noi non gli demmo mica retta”, commentò candidamente Joinville. Attraverso la sua Vita di San Luigi scopriamo un Medioevo cavalleresco molto più concreto e disincantato di quello che raccontano le canzoni di gesta.
56:40
November 12, 2018
Come pensava un uomo del Medioevo? Il mercante (#2 2011)
Dino Compagni era un mercante fiorentino. La città e la sua prosperità erano le uniche cose a cui teneva, e la gente andava divisa in due categorie: le brave persone, che si davano da fare per il bene comune, e i malvagi. Ammirava i gentiluomini capaci di rischiare la pelle in battaglia, ma ne temeva la violenza e trovava giusto che fossero esclusi dal governo della città. Quando parlava del papa o di un re, abbassava la voce, intimidito davanti a personaggi così grandi, e quasi non osava criticarli. Per sorteggio si trovò ad avere responsabilità politiche a Firenze in un momento cruciale, ne fu così sbalordito che si mise a scrivere, in italiano, perché in latino non avrebbe saputo farlo. La sua Cronica mostra la Firenze del tempo di Dante attraverso gli occhi di un uomo del popolo, di quelli a cui solo nei comuni italiani poteva capitare di essere chiamati al governo.
56:04
November 12, 2018
Come pensava un uomo del Medioevo? Il frate (#1 2011)
Salimbene da Parma era un francescano che si vergognava di chiedere l’elemosina perché, essendo nato nobile, avrebbe dovuto andare a cavallo, divertirsi nei tornei e farsi apprezzare dalle belle donne. Da giovane aveva creduto ciecamente alle profezie sulla fine del mondo, ed era rimasto molto male scoprendo che non erano vere. Si commuoveva fino alle lacrime davanti all’umiltà del re di Francia San Luigi, ma non riusciva a non ammirare il geniale imperatore Federico II, scomunicato. Scriveva in un latino infarcito di citazioni bibliche, ma pensava in dialetto padano. Non aveva riguardi per nessuno, e gli scappavano affermazioni per niente politically correct, come quando definì gli italiani del Sud “homines caccarelli et merdacoli”. Attraverso la sua monumentale Cronaca scopriamo che un frate medievale poteva essere molto più divertente e spregiudicato di quel che ci aspetteremmo.
1:00:40
November 12, 2018
(#3 2012) Come pensava una donna nel Medioevo? Giovanna d'Arco
Latest episode of Alessandro Barbero al Festival della Mente
1:09:13
October 24, 2018
(#2 2012) Come pensava una donna nel Medioevo? Christine de Pizan
La prima scrittrice femminista della storia era un'italiana, anche se scriveva in francese. Era la figlia di Tommaso da Pizzano, medico e astrologo del re di Francia Carlo V; quando il padre si accorse del suo talento, nonostante l'opposizione della madre la incoraggiò a studiare e a scrivere. Christine non era una ribelle, si sposò con un segretario del re ed ebbe figli; rimasta vedova a trent'anni, con una famiglia da mantenere, si disse che ormai era diventata come un uomo e decise di conquistare il successo scrivendo. I suoi libri vennero accolti con entusiasmo da principi, filosofi e poeti e le garantirono la fama e la ricchezza. Ma lei non si accontentò: ora che la sua voce era ascoltata, attaccò i luoghi comuni maschilisti, sostenendo che se a tutte le donne fosse stato consentito di studiare come a lei, la pretesa superiorità degli uomini sarebbe andata in fumo.
1:00:57
October 24, 2018
(#1 2012) Come pensava una donna nel Medioevo? Caterina da Siena
Per secoli le donne non hanno avuto voce in pubblico, a meno che non fossero regine. Nel Medioevo poche ragazze ebbero la forza di costringere una società maschilista ad ascoltarle e a lasciarle libere di vivere come volevano, e spesso pagarono per questo un prezzo altissimo. Caterina da Siena sentiva la voce di Dio, e voleva gridare agli altri ciò che Dio le dettava. Figlia di un artigiano con una famiglia numerosa, già da ragazzina costrinse il padre a darle una stanza tutta per sé, per essere libera di vegliare, pregare e fare penitenza. Col tempo arrivò a farsi ascoltare dal papa e dai cardinali, a cui scriveva durissime lettere di rimprovero; e i capi della Chiesa chinavano la testa davanti a questa ragazza che morirà ad appena trentatré anni, distrutta dai digiuni.
1:04:04
October 24, 2018
Medioevo da non credere. La terra piatta (#3 2013)
Cristoforo Colombo dovette convincere i dotti di Salamanca che la terra era rotonda prima di ottenere dalla regina Isabella le tre caravelle; molti pensavano che fosse un pazzo, e che arrivato al confine del mondo sarebbe precipitato nel nulla, perché la terra era piatta. Questa storia è conosciuta da tutti, e negli ultimi due secoli è stata rappresentata in innumerevoli opere d'arte, dai quadri dei pittori pompier ai fumetti di Altan. Ma come mai prima dell'Ottocento non se ne trova traccia da nessuna parte? E se nel Medioevo credevano che la terra fosse piatta, come mai tutti i re e gli imperatori medievali rappresentati nelle miniature, negli affreschi e nelle statue dell'epoca portano in mano un globo, per simboleggiare il loro dominio sul mondo?
1:00:17
October 19, 2018
Medioevo da non credere. Lo ius primae noctis (#2 2013)
Straordinaria risorsa per romanzieri e sceneggiatori a corto di idee, lo ius primae noctis ha un ruolo importante nei più famosi romanzi di ambientazione medievale, da Follett a Falcones, e in film come Braveheart. Nessuno, a quanto pare, trova assurdo che in quella società profondamente cristiana, in cui la Chiesa stava avviando un colossale progetto di disciplina dei comportamenti e della vita familiare, i signori potessero prendere la verginità delle giovani spose, e non come una violenza, ma come un diritto a cui bisognava inchinarsi. Ma davvero i nostri antenati del Medioevo si adattavano a subire un abuso così umiliante? E se è così, perché gli innumerevoli documenti di quell’epoca – memoriali di avvocati, atti processuali, carte di franchigia, ma anche romanzi – che ci descrivono minuziosamente le rivendicazioni dei contadini contro i loro signori non parlano mai dello ius primae noctis?
1:00:33
October 19, 2018
Medioevo da non credere. La paura dell’anno Mille (#1 2013)
La paura dell'anno Mille affascinava i romantici. Nell'Ottocento il grande storico francese Michelet, e in Italia il nostro Carducci, descrissero in pagine straordinarie l'angoscia della folla nell'attesa della fine del mondo, e i pianti di gioia quando si scoprì che dopo tutto la vita continuava. Quando gli storici si accorsero che proprio a cavallo del Mille l'Europa medievale aveva conosciuto una svolta decisiva, uscendo dalla stagnazione dell'epoca barbarica per creare la straordinaria civiltà del basso Medioevo, parve ovvio collegare questa ripresa al benefico shock psicologico provocato dalla mancata fine del mondo. Ma davvero la gente dell'anno 999 sapeva in che anno viveva? E quel tale che proprio in quell'anno sottoscrisse il contratto d'affitto di una casa per la durata di 25 anni non aveva sentito parlare della fine del mondo?
54:37
October 19, 2018
Una rete di terroristi: le BR e il rapimento Moro
Il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro rappresentano l'azione più clamorosa compiuta dal terrorismo rivoluzionario nell'Europa del secondo Novecento. A compierla è un nucleo di militanti delle Brigate Rosse che dispone di basi, rifugi, fiancheggiatori nel cuore della capitale, ed è in grado di rifornirsi di armi, automobili con targhe false, divise militari: una rete clandestina talmente efficiente da alimentare, a posteriori, ogni sorta di dietrologie, nel tentativo di spiegare qualcosa di incredibile.
1:08:12
October 1, 2018
Come scoppiano la guerre? La guerra delle Falkland
Il 2 aprile 1982 truppe argentine sbarcarono nelle isole Falkland, possedimento inglese di cui da sempre l’Argentina rivendica il possesso. La giunta militare, che aveva già sulla coscienza decine di migliaia di desaparecidos, sperava di recuperare il consenso di un paese schiacciato da un’inflazione al 600%, e non immaginava che una moderna democrazia europea avrebbe reagito con la guerra. Invece accadde proprio questo: il governo britannico di Margaret Thatcher mandò un corpo di spedizione a riconquistare le isole. Benché non dichiarata, la guerra delle Falkland rimane guerra combattuta fra due grandi paesi occidentali. Ma in che modo i meccanismi della politica, la pressione dell’opinione pubblica e il gioco delle alleanze internazionali indussero i generali argentini a sbagliare i calcoli, e il governo del Regno Unito ad assumersi la responsabilità di una guerra?
1:01:32
October 1, 2018
Come scoppiano le guerre? La seconda guerra mondiale
Il 23 agosto 1939 Hitler e Stalin firmarono un patto di non aggressione, e il 1 settembre Hitler invase la Polonia sperando che le potenze democratiche, Francia e Inghilterra, non sarebbero intervenute. Si sbagliava: quel giorno scoppiò una guerra che doveva concludersi solo sei anni dopo e provocare distruzioni su una scala che il mondo non aveva mai conosciuto. Ma perché i negoziati che Stalin aveva condotto in vista di un’alleanza con i paesi democratici erano falliti, convincendolo all’innaturale alleanza con la Germania nazista? E cosa spinse Francia e Inghilterra a intervenire, quando l’anno prima avevano assistito passivamente all’invasione dell’Austria e della Cecoslovacchia da parte dei nazisti, dando a Hitler la sensazione che anche stavolta nessuno lo avrebbe fermato?
1:07:51
October 1, 2018
Lo spazio della guerra. La terza guerra d’indipendenza
Nel 1866 l’Italia, unita da cinque anni, attacca per la terza volta il secolare nemico, l’Austria, per completare il balzo verso oriente interrotto sette anni prima dall’armistizio di Villafranca. Stavolta la Lombardia è la base di partenza dell’invasione, il nemico è costretto nelle fortezze del Quadrilatero, gli italiani hanno la superiorità numerica e generali sicuri della vittoria. Ma in guerra esistono tanti fattori che possono cambiare un esito apparentemente già scritto: un piano strategico troppo ambizioso, le rivalità fra generali, i difetti atavici di un paese dove è considerato saggio non assumersi responsabilità. Oltre alle costrizioni geografiche di uno spazio che ripropone sempre gli stessi dilemmi, al punto che la battaglia decisiva si combatterà a Custoza, proprio dove si è combattuta, e persa, la battaglia decisiva della prima guerra d’indipendenza.
1:08:21
October 1, 2018
Come scoppiano le guerre? La prima guerra mondiale
Ricorre quest’anno il centenario dello scoppio della prima guerra mondiale, scatenata dalle rivoltellate di Sarajevo. Le quattro settimane trascorse fra l’attentato e la dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria alla Serbia il 28 luglio 1914, ma soprattutto i cinque o sei giorni successivi, in cui una dopo l’altra Germania, Russia, Francia e Inghilterra vennero trascinate nella guerra, sono studiati ancora oggi dai politologi come il classico, e agghiacciante, esempio di come una guerra possa scoppiare anche se nessuna delle potenze coinvolte lo desidera veramente. Ma c’è una condizione perché questo accada, ed è una cultura militarista in cui la guerra è comunque considerata possibile e tutti si preparano a combatterla nelle condizioni più favorevoli: se i paesi europei non fossero stati così bene armati e così sospettosi gli uni degli altri, non sarebbero stati travolti da quella tragedia.
1:10:10
October 1, 2018
Ernst Kantorowicz: dai Freikorps al maccartismo
Ernst Kantorowicz (1895-1963) è uno dei maggiori studiosi del potere nel Medioevo. Influenzato da Nietzsche, nella sua biografia dell’imperatore Federico II celebra il superuomo che trascende la sua epoca e cambia la storia del mondo. Nazionalista tedesco, volontario nella Prima guerra mondiale, nel dopoguerra si arruola nei Freikorps che soffocano nel sangue la rivoluzione bolscevica in Germania. Ma Kantorowicz è ebreo, e coll’avvento del nazismo emigra in America, dove gli viene offerta una cattedra a Berkeley. Nel 1949, ai tempi del maccartismo, l’università obbliga tutti i docenti a prestare un giuramento anticomunista: Kantorowicz è uno dei pochi a rifiutare. Il suo gesto gli costa il licenziamento e scatena una polemica che avrà vasta risonanza, aprendo la strada al ripensamento che di lì a poco metterà fine agli eccessi della caccia alle streghe.
1:03:11
October 1, 2018
Marc Bloch: dalla Sorbona alle carceri della Gestapo
Marc Bloch (1886-1944) è uno dei più grandi storici del Novecento. Insieme a Lucien Febvre, fonda nel 1929 la rivista Annales d’histoire économique et sociale e con essa la scuola delle Annales, che rivoluziona la storiografia mondiale. L’histoire-bataille, la vecchia storiografia che si occupava soltanto di politica e di guerra, lascia il posto alla storiografia che è ancora la nostra, attenta alla mentalità e all’economia, alla storia della vita quotidiana, delle donne e della gente comune. Ma Bloch non è soltanto uno studioso: è un cittadino francese in un’epoca che impone scelte difficili. Ufficiale decorato nella Prima guerra mondiale e poi di nuovo nella Seconda, patriota francese ed ebreo, Bloch partecipa alla Resistenza, fino a quando non sarà catturato, torturato e fucilato dai nazisti.
1:10:46
October 1, 2018
Salvemini: dall’interventismo socialista all’antifascismo
La responsabilità dello storico: Gaetano Salvemini (1873-1957) è uno dei maggiori storici italiani dell’inizio del Novecento. Capofila della scuola economico-giuridica, che svecchia la storiografia italiana aprendola alle lezioni delle più avanzate storiografie europee, accompagna all’insegnamento universitario un costante impegno nella lotta politica. Socialista e meridionalista, denuncia la corruzione del governo Giolitti nel libro Il ministro della malavita (1910). Sostenitore dell’intervento nella Prima guerra mondiale, si schiera fin dall’inizio contro il fascismo, e nel 1925 emigra a Parigi dove insieme ai fratelli Rosselli fonda il movimento Giustizia e Libertà. Invitato negli Stati Uniti, dal 1933 insegna a Harvard; tornato in Italia nel 1949, continua fino alla fine della vita la sua battaglia per una scuola pubblica, laica e gratuita.
1:06:04
October 1, 2018
Lo spazio della guerra. La seconda guerra d’indipendenza
La seconda guerra d’indipendenza è la replica della prima a undici anni di distanza, sullo stesso, identico teatro, ma con tutti i fattori cambiati. Grazie alla trama tessuta da Cavour, i piemontesi hanno al loro fianco l’esercito francese, considerato il migliore del mondo. Vittorio Emanuele II non è un generale più abile del padre Carlo Alberto, anche se pensa di esserlo, ma Napoleone III si presenta come l’erede del suo grande omonimo, e il mondo ci crede. Dall’altra parte non c’è più il vecchio Radetzky, ma un giovane imperatore, Francesco Giuseppe; un solido e fedele esercito di mestiere, in cui si parlano dieci lingue, compreso l’italiano; tanti fiumi che sbarrano la strada al nemico, e alla fine le fortezze del Quadrilatero in cui rifugiarsi se le cose vanno male. Ma Francesco Giuseppe non ha intenzione di restare sulla difensiva.
59:28
October 1, 2018
Lo spazio della guerra. La prima guerra d’indipendenza
Le tre guerre d'indipendenza sono variazioni sullo stesso tema geografico: cosa succede quando un esercito parte dal nord-ovest dell’Italia e cerca di conquistare il nord-est? Il Po, che divide longitudinalmente la Pianura Padana, e i suoi affluenti hanno sempre condizionato le guerre combattute in questo spazio, a partire dalla calata di Annibale che combatté la sua prima battaglia sul Ticino. Quando le costrizioni spaziali si impongono con tanta forza, sono possibili poche varianti: diventano decisive le forze degli eserciti in campo – e il genio dei comandanti, se c'è. Nel 1848 i piemontesi di Carlo Alberto avevano un esercito più debole di quello austriaco, e scarsità di grandi generali, mentre dall'altra parte ce n'era uno, Radetzky. Eppure il risultato non era scontato.
59:59
October 1, 2018
Una rete di spie: il dottor Sorge a Tokyo
Per otto anni, dal 1933 al 1941, un giornalista tedesco a Tokyo, conosciutissimo e iscritto al partito nazista, fornì segretamente a Stalin informazioni di vitale importanza, fra cui la data dell’attacco di Hitler all’Unione Sovietica. Formata da cronisti e politici giapponesi, un giornalista jugoslavo e un esperto tedesco di cifrari, la rete di Richard Sorge aveva accesso ai segreti dell’ambasciata tedesca e del governo nipponico: nessun’altra rete di spie ha contribuito così tanto all’esito della Seconda guerra mondiale.
1:06:18
October 1, 2018
Make your own podcast for free with Anchor!