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L'era della marmotta italiana che sarebbe piaciuta a Dante

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By Mario Seminerio
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Il caso Ilva e la tarantella dei parolai tarantolati
La discussione pubblica sul "caso Ilva" evolve rapidamente verso gli stilemi classici nazionali: vittimismo e cospirazionismo. Bene che la magistratura valuti eventuali reati, anche se qualcuno pensa che l'apertura di un fascicolo conoscitivo senza indagati equivalga ad una sentenza di condanna in Cassazione; ma ora serve soprattutto capire che fare per salvare l'impianto di Taranto (e Genova) ed i lavoratori. Avendo però alcuni punti fermi: esiste una crisi globale del settore dell'acciaio che è oggettiva, e bisognerà mettere in conto sacrifici occupazionali. Se la politica pensasse di costruire un intervento di salvataggio attorno agli attuali numeri di organico, l'unica certezza saranno devastanti perdite per i contribuenti, vista la struttura di costi del settore siderurgico. Per il momento assistiamo a balbettii sulla immancabile Europa che "deve aiutarci", ad ardite elaborazioni teoriche sulla necessità di "riformare il capitalismo" (très vaste programme), ed alle solite sceneggiate sul complotto delle multinazionali con tante zeta, che presto saranno accusate pure di tentato golpe, mentre alcuni noti cani di Pavlov stanno insaponando il cappio. Quando si tratta di creare diversivi, noi italiani siamo imbattibili. 
16:16
November 17, 2019
La commedia degli autoinganni e la manovra demoltiplicativa
Abbiamo finalmente preso atto che le famose "tasse verdi" servivano in realtà solo per fare cassa, come testimoniato dalle previsioni pluriennali di gettito -costante!- elaborate dall'esecutivo. Ora cercheremo quindi nuove coperture di infima qualità per chiudere quei buchi. L'aggiornamento delle previsioni economiche della Commissione Ue vede l'Italia saldamente in posizione di coda malgrado una manovra che è espansiva perché amplia il deficit strutturale, soprattutto nel 2021, ed innalza ancora il rapporto debito-Pil. Si ripete quindi il leit motiv della commedia di equivoci ed autoinganni su cui si fonda il discorso pubblico italiano: ogni anno, il governo pro tempore presenta una manovra di bilancio destinata a rivoluzionare il paese; dopo furibonde discussioni a misura di teatrino tv, l'anno successivo la realtà presenta il conto: risorse fiscali distrutte sull'altare del pensiero magico ed accuse di austera cospirazione. Più che di moltiplicatore, più appropriato parlare di demoltiplicatore. Anche quest'anno si replica ma con un involucro (un sarcofago?) verniciato di verde. Ecco perché fate benissimo a preoccuparvi per il futuro dei vostri figli. Ma l'ambiente non c'entra. C'entra che siete italiani, e già quello dovrebbe bastare per tenervi svegli la notte. 
14:15
November 10, 2019
Il lungo addio incentivato di FCA all'Italia
Dalle pesanti svalutazioni dell'ultima trimestrale all'annuncio del tentativo di aggregazione con i francesi di PSA, per FCA ed i suoi azionisti prosegue la lunga marcia verso la fuoriuscita dal paese che si sta inesorabilmente desertificando. Lunga marcia che, per lavoratori e contribuenti italiani, appare soprattutto come la strada dell'inferno lastricata di ottime intenzioni: quelle ambientaliste, rigorosamente all'italiana, supportate dalla potentissima molla dell'invidia sociale, persino verso quei poveri disgraziati che hanno un'auto aziendale a disposizione e vengono assimilati a plutocrati da bastonare ed elusori fiscali da neutralizzare. Colpita in modo pesantissimo nella domanda di flotte aziendali, FCA non poteva quindi trovare migliore habitat per la propria strategia di disimpegno: un'Italia più verde (il colore della miseria) e deindustrializzata, ed un futuro ricco di tanti bei parchi tematici popolati di camerieri rigorosamente tricolori. 
16:10
November 2, 2019
L'era della marmotta italiana che sarebbe piaciuta a Dante
L'eterno ritorno della crisi italiana di sistema tende a riproporre una situazione specifica: un governo di "tecnici" che permetta ai partiti di fare un passo indietro e metterci poca o nessuna faccia. Poi, quando la situazione è lievemente migliorata, il tecnico viene congedato e torna il "primato della politica", che consente a qualche "eletto" di andare a convegni e sentenziare che con un governo di economisti ci sono stati danni per il paese. Da Carlo Azeglio Ciampi a Mario Monti (con Elsa Fornero), e domani forse a Mario Draghi, il paese produce "salvatori" che tentano di rimettere assieme i cocci prodotti da azione e predazione della politica. Il dramma è che, ad ogni episodio di crisi di sistema, il tessuto produttivo e -soprattutto- civile del paese è sempre più debole e lacerato. L'impressione è quella di una coazione a ripetere che sarebbe piaciuta a Dante, al momento di infliggere le pene dell'Inferno. 
12:44
October 25, 2019
Alitalia e le altre: quando le crisi aziendali non sono risolvibili, meglio non accanirsi (sui contribuenti)
Dal caso Alitalia, che promette di diventare uno dei maggiori scandali della storia di questo paese, che pure di scandali ne ha visti moltissimi, passando per i tavoli di crisi al Mise, l'unica lezione da trarre è che ci sono casi in cui la patologia aziendale richiede solo di "lasciare andare" il paziente, senza accanimento sui contribuenti. Perché non saranno improbabili e burocratiche "riconversioni" a colpi di sussidi e proclami politici (e men che mai "nazionalizzazioni") a invertire molte storie aziendali ormai finite. Ecco perché occorre concentrare gli sforzi sulla tutela del lavoratore anziché del posto di lavoro. Lo so, è terribilmente difficile, soprattutto in aree desertificate di lavoro. Ma l'alternativa non è né può essere la cassa integrazione in deroga ad oltranza e verso l'infinito. Perché questa è la via dell'inferno e del fallimento del paese. 
13:39
October 17, 2019
Il giorno della marmotta chiamata Brexit
Le probabilità che Regno Unito e Ue raggiungano un accordo al Consiglio europeo del 18 ottobre sono state azzerate dalla telefonata tra Boris Johnson e Angela Merkel. Che accadrà ora? Che Johnson dovrà chiedere alla Ue, ai sensi della legge Benn, una proroga dell'Articolo 50, verosimilmente di tre mesi, ma ne darà la colpa alla Ue, al parlamento ed al sistema giudiziario britannici, ed al "deep state" dei Remainers. Ci saranno elezioni, che Johnson tenterà di vincere per arrivare ad una Brexit (anche no-deal) il 31 gennaio. Altro giro, altro psicodramma. Tutto nacque dal tentativo di David Cameron di liberarsi di Nigel Farage...
11:32
October 8, 2019
Nadef 2019: i saldi scritti sull'acqua
Commento rapido alla Nota di aggiornamento al DEF licenziata dal Consiglio dei ministri del governo Conte 2 il 30 settembre. Tra flessibilità e "lotta all'evasione fiscale", il nulla rivestito dal deficit. Ma c'è una clausola di salvaguardia domestica: la "rimodulazione" delle aliquote Iva, per poter fare gettito vero e indorare la pillola ai gonzi con la lotteria in stile portoghese. Nel frattempo, tutto quello che nel corso degli anni ha irrigidito il bilancio pubblico (80 euro, Quota 100, Reddito di cittadinanza) resta dov'è, limitando i margini di manovra e costringendo una classe politica fallita a pompare le aspettative dei sudditi in modo parossistico. Eppure funziona, almeno per ora. 
15:47
October 1, 2019
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