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SustainabiliTALKS© 
(Canale Italiano)

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By Exsulting
Per favorire una transizione efficace alla sostenibilità e all'economia circolare nell'industria e nella società.
Il formato DIALOGHI SOSTENIBILI esplora le nuove frontiere e le sfide che processi e modelli di business sostenibili pongono alle imprese e al sistema economico. Nei Dialoghi il CEO di Exsulting, Federico Fioretto, incontra di volta in volta protagonisti della transizione in conversazioni costruttive e sfidanti.
Nel formato SOSTENIBILITÀ IN PRATICA, sono esperti e tecnici a fornire, in un ideale confronto attorno a un tavolo, consigli e soluzioni pratiche alle imprese.
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Etica efficace e sostenibilità: 20° SustainabiliTALKS©

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La scomoda realtà della transizione energetica: 30° SustainabiliTALKS©
La scomoda realtà della transizione energetica è oggetto del 30° episodio dei SustainabiliTALKS© di Exsulting, con il quale chiudiamo la stagione. Un’urgenza non più rinviabile Come abbiamo visto nel 28° episodio, l’urgenza di un’azione per contenere il cambiamento climatico non è più rinviabile. I dati disponibili dai rapporti dell’IPCC parlano chiaro. Se non fermiamo l’aumento delle temperature causato dalle attività antropiche, passando la soglia del grado e mezzo, andiamo incontro a disastri colossali. E costi insostenibili. Molto di più degli investimenti necessari alla transizione. Continuare a mettere in discussione questa evidenza, che ormai anche l’esperienza empirica di chi almeno vive nelle campagne, oppure frequenta le montagne e vede cosa sta succedendo ai ghiacciai, è solo una perdita di tempo. Quel tempo che non abbiamo più, come dice un libro pubblicato proprio del nostro ospite. Distrazioni di massa Purtroppo, con la complicità di media posseduti in gran parte dagli stessi proprietari dei colossi del fossile, gran parte della discussione sul tema è svolta con livello e toni da tifoseria calcistica. E a pari livello di superficialità. Va a finire che ci si accapiglia sul fatto se sia meglio l’auto elettrica, il diesel o a idrogeno. Ma si dimentica del tutto di fare un bilancio energetico dello spostamento di una persona con i vari mezzi a disposizione. Piuttosto che ragionare in termini di ciclo di vita complessivo dell’una o dell’altra soluzione, compreso il costo di esercizio e l’efficienza dei processi. Per non parlare del costo ambientale e sanitario. L’industria del fossile spinge a fondo su improbabili utilizzi dell’idrogeno, per continuare a usare le proprie infrastrutture ora utilizzate per petrolio e gas. Molti produttori di auto resistono a ogni costo all’innovazione radicale dei modelli di mobilità, cercando di aggrapparsi al vecchio schema dell’auto privata (parcheggiata per il 92% della propria vita) e magari a benzina. La discussione si perde così in feroci lotte per indirizzare incentivi a destra o a manca. Ma si ignora la scomoda realtà della transizione energetica. Bisogno di una riflessione seria e razionale La scomoda realtà della transizione energetica avrebbe invece bisogno di una riflessione seria, razionale costruttiva e in grado di portare i decisori a investire in soluzioni sostenibili. E coinvolgere il pubblico in un cambiamento profondo di abitudini di consumo. Del resto, come abbiamo di recente visto con Marco Giusti, la strada per affrontare la scomoda realtà della transizione energetica, ha forzatamente tre componenti. Esse non si possono affrontare senza il massiccio coinvolgimento del pubblico degli stakeholders: Sobrietà energetica Massima efficienza negli usi Fonti rinnovabili al 100% Parliamone con l’ospite Proprio per aiutare a impostare una riflessione costruttiva sulla scomoda realtà della transizione energetica, in questa puntata il nostro CEO Federico Fioretto ne ha parlato Nicola Armaroli, Research Director presso CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche e una delle più autorevoli voci sulla transizione energetica nel nostro Paese.
54:21
July 13, 2022
Aerospaziale per l'agricoltura sostenibile: 29° SustainabiliTALKS©
Negli ultimi decenni si sono sviluppati molti nuovi approcci all’agricoltura, nell’ottica della sostenibilità. In primis quelli più “convenzionali”, se così si può dire, come l’agricoltura biologica, la permacoltura o l’agricoltura rigenerativa. Ognuno con la sua validità e in comune il tentativo di ridurre gli effetti indesiderati della precedente evoluzione tecnologica. Ma vi sono anche tentativi “ad alta tecnologia” per cercare di creare un futuro diverso per la produzione di alimenti. In particolare considerando che ormai la maggioranza dell’umanità vive in città, se non addirittura in megalopoli. Nelle quali la produzione di cibo autonoma è impossibile, ma le necessità sono concentrate e imponenti. In quest’ottica sono nate le cosiddette “vertical farm“. Sono esperimenti di coltivazione intensiva che invece di utilizzare superfici agricole orizzontali sfruttano la verticalità di appositi edifici per sviluppare colture alimentari. Oppure serre tecnologiche, in alcuni casi anche a livello già di produzione industriale, per consentire la fornitura alla Grande Distribuzione di sufficienti quantità di derrate. In questo filone si innesta la proposta di tecnologie estremamente avanzate, digitali, agronomiche e biologiche, per proposte forse di frontiera, ma che possono fornire un utile spunto per la soluzione di almeno alcune sfide del nostro tempo. Talvolta, si tratta persino di tecnologie che sono state sviluppare in campo aerospaziale… niente di meno!  Aerospaziale per l’agricoltura sostenibile  Proprio di aerospaziale per l’agricoltura sostenibile abbiamo parlato in questo episodio dei SustainabiliTALKS©, nel quale il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato Giorgia Pontetti, fondatrice e DT di ELT HUB e CEO di Ferrari Farm. Grazie al background e all’esperienza dell’ospite, potremo porre sul tavolo domande e dare spunti di riflessione e approfondimento sui potenziali di una nuova, possibile rivoluzione agricola per la sostenibilità.
51:03
June 29, 2022
L'urgenza della transizione energetica: 28° episodio dei SustainabiliTALKS©
L'urgenza della transizione energetica è il tema del  28° episodio dei SustainabiliTALKS©.  Dati serissimi ma non nuovi  Il recente 6th Assessment Report dell'IPCC rilasciato nel Febbraio di quest'anno non lascia molto spazio all'ottimismo. Che lo chiamiamo Global Warming, Climate Change o Emergenza Climatica, la situazione è grave e urgente. In sintesi l'attività umana, specialmente quella intensamente industriale e basata sulle energie fossili, cioè sull'estrazione di CO2 dalle profondità della Terra per immetterle in atmosfera, causa "cambiamenti in atmosfera, criosfera, biosfera e oceani sono stati ampi, diffusi e rapidi". Non sono dati nuovi. O meglio: il grido d'allarme per gli effetti dell'attività umana sul clima si alzano da decenni. Ma non è che abbiamo fatto molto in merito. E la CO2 nell'atmosfera terrestre aumenta continuamente. Lo fa a un ritmo crescente, mentre in teoria dovremmo decrescere velocemente per evitare, dicono gli scienziati, la catastrofe.  Una questione di Magnitudo  Per comprendere veramente l'urgenza della transizione energetica, cioè di cosa vuol dire smettere di generare energia con fonti fossili, c'è da comprenderne gli ordini di grandezza. Una comprensione che ci sembra totalmente assente nel pubblico generale, tra la maggior parte degli operatori economici. E anche tra i decisori politici, la maggior parte dei quali oltre a grandi parole non pare avere la leadership per guidare una svolta sufficientemente decisa. Tra i "paroloni" possiamo anche annoverare gli impegni alle "emissioni zero" entro il 2050 dell'Europa. Niente di male, s'intenda, anzi! Tuttavia, ci pare che "sparata" così, alla leggera, non si sia data l'idea agli operatori economici, ai decisori né alle popolazioni, di cosa significhi passare a ZERO energia fossile per una società come quella Europea oggi.  Non solo case...  L'urgenza della transizione energetica riguarda tutti. A volte si sente dire che "basterebbe ogni casa avesse i pannelli solari sul tetto" per coprire l'intero fabbisogno energetico dell'abitazione. Possibile. Ma quell'abitazione è probabilmente costruita con acciaio, cemento, minerali come rame e alluminio, ha finestre in vetro, pavimenti in ceramica... Tutte materie che per essere prodotte richiedono enormi quantità di energia. Anche la casa fosse costruita in paglia, intonacata e pavimentata in terra cruda e calce... il costo energetico della sua realizzazione difficilmente potrebbe essere coperto dai "pannelli solari sul tetto". Come spesso accade, anzi quasi sempre: la questione della transizione energetica è complessa, sistemica, comporta l'intreccio di molti fattori. Lo stesso è per le soluzioni.  Non solo FER  Al di fuori di circoli molto tecnici, il dibattito sull'urgenza della transizione energetica è sostanzialmente focalizzato sulle Fonti di Energia Rinnovabile. E sull'aumento massiccio della capacità produttiva di queste. In parte è vero che c'è bisogno di aumentare la produzione eolica, solare e di altre fonti. Ma per raggiungere il risultato di un aumento massimo di 1,5 gradi Celsius della temperatura media del Pianeta, cioè la soglia sotto la quale c'è la maggior probabilità di evitare catastrofi, non basta. Per raggiungere questo risultato, servono anche Sobrietà ed Efficienza nei consumi di energia. Due aspetti sui quali le performance delle nostre società sono piuttosto scarse.  Parliamone con l'esperto  Mercoledì 15 giugno, alle 18 sulla pagina LinkedIn di Exsulting. Per chiarire la questione della magnitudo della transizione energetica e mettere sul tavolo altri ELEMENTI REALI che aiutino le scelte degli imprenditori, il nostro CEO Federico Fioretto ospita in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Marco Giusti, Direttore Ingegneria e Ricerca del Gruppo AGSM AIM.
50:50
June 15, 2022
Business Model sostenibile: o lo fai o muori. 27° SustainabiliTALKS©
Business model sostenibile: o lo fai o muori” è il titolo del  27° episodio dei SustainabiliTALKS© ispirato a un’affermazione forte ed evocativa, pronunciata dall’ospite di questa puntata in un’intervista di due anni fa. La performance va a braccetto con la Sostenibilità …Sostenibilità: se non la fai muori. Non è questione di “quando” ma di “se”. Si, perché il mercato dei prodotti sostenibili è in fortissima espansione. Seppur il pubblico possa confondersi navigando tra le molteplici offerte, non tutte oneste, per le aziende davvero sostenibili vendere non è un problema. Infatti, la capacità di leggere tempestivamente il cambiamento delle abitudini di acquisto,  il miglioramento della propria reputazione e la messa sul mercato di prodotti ad alto valore aggiunto permette un aumento importante delle vendite e, di conseguenza, migliori performance economiche e finanziarie. Il prodotto non basta, serve un business model sostenibile Molti percorsi di sostenibilità iniziano proprio con un prodotto. Non è un male, ma si deve avere visione per andare avanti, superare l’idea molto anni ’90 del “prodotto sostenibile” per abbracciare la sfida dell’intero business model sostenibile e della sostenibilità integrata. Del resto, diciamocelo chiaramente: un prodotto in sé non può essere “sostenibile”, se non inquadrato in un’intera attività dell’organizzazione che risponda ai requisiti della sostenibilità. Altrimenti siamo in presenza della famosa “green capsule” che fa vetrina ma non risolve affatto il problema della sostenibilità. Non è un passaggio facile, ma necessario. La sostenibilità deve diventare l’essenza del modello di business. Una sfida importante, complessa, ma che ha ripagato ampiamente gli imprenditori che hanno saputo guardare avanti e investirci. Perché non c’è solo il mercato… c’è il Tempo Tempo nel senso dell’epoca che stiamo vivendo. C’è un grave problema climatico, che richiede azione in tempi brevissimi. Ci sono limiti all’utilizzo di risorse, rispetto al dovere di conservarne per le future generazioni.  E non solo. L’urgenza della transizione energetica la rende non più rimandabile. Uno degli elementi primari della transizione è la sobrietà nei consumi, e con essa l’efficienza nell’utilizzo. Questi due elementi richiedono innovazione nei processi, oltre che nei prodotti. Essi sono anche spesso tra i pilastri sui quali poggia la riforma verso un modello di business sostenibile, ad esempio quello della servitizzazione. Oppure un modello basato sulla circolarità, e su competenze raffinatissime di logistica versa come quelle dell’azienda che incontriamo in questo episodio. Parliamone con l’esperto Per trovare risposte e cercare altre domande che aiutino le scelte degli imprenditori, il nostro CEO Federico Fioretto ospita in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Giulio Bonazzi, Cavaliere del Lavoro, presidente e Amministratore Delegato di Aquafil Spa. Aquafil è leader mondiale nel filato di nylon rigenerato con il marchio ECONYL®. Vi aspettiamo mercoledì 1 Giugno alle ore 18 in diretta LIVE sulla pagina LinkedIn di Exsulting.
49:50
June 01, 2022
Mobilità elettrica di massa: 26° SustainabiliTALKS©
Mobilità sostenibile, cioè elettrica e di massa è il titolo del 26° episodio dei SustainabiliTALKS©.  Il grande equivoco  O meglio uno dei grandi equivoci, Quando si parla di mobilità sostenibile, come in altri aspetti della sostenibilità, c’è una gran confusione. Nella confusione, si affermano le voci semplicistiche. Ad esempio: l’auto elettrica è la soluzione della mobilità sostenibile. Oppure, dall’altro fronte: l’auto elettrica è un bidone, consuma risorse e va a fuoco facilmente. E poi, come la fai la corrente per miliardi di auto elettriche? Frasi da bar che non servono a risolvere il problema di muovere miliardi di persone in modo da salvaguardare l’ambiente che ci circonda e, ancora per un po’, ci permette di vivere. Né di farlo con sicurezza in un modo che sia economicamente e socialmente sostenibile. Il tema della mobilità sostenibile è molto più complesso e riguarda diversi aspetti che abbiamo trattato nel podcast, come per esempio quello delle città sostenibili.  Integrazione, parola chiave  Tanto per cambiare, come spesso accade parlando di sostenibilità, è nell’integrazione di approcci complessi e articolati che si possono trovare le soluzioni. Per la mobilità sostenibile è la stessa cosa. Il tema è: permettere alle persone di spostarsi in modo confortevole e sicuro, secondo le reali necessità, con la tempestività e puntualità necessarie. Il tutto con un impatto sull’ambiente e sulle risorse minimo possibile. Utilizzando energie rinnovabili, disponibili in modo adeguato, e con la massima efficienza possibile. Un tema, appunto, non banale quello della mobilità sostenibile. Nella ricerca di soluzioni a questo dilemma bisogna tener conto di una grande varietà di fattori, di portatori d’interesse, di esigenze tecnologiche, organizzative, sociali ed economiche.  Elettrico e di massa: perché?  Una delle proposte più interessanti attualmente sul tavolo, pur in modo discontinuo, è quella della mobilità elettrica di massa. Cosa significa? Il concetto sta prima di tutto a ricordare che la mobilità sostenibile riguarda masse di persone, non un ristretto numero di persone in grado di pagare fior di quattrini per le auto elettriche, con relativi costi. Nell’ipotesi piuttosto insipida di voler sostituire tutti i veicoli a combustione interna con auto elettriche, ci troveremo ugualmente nella situazione per cui un veicolo privato viene utilizzato mediamente per meno del 5% del suo tempo di vita utile. Per il resto è un cimitero di risorse naturali sprecate. E di costi sostenuti inutilmente. Ben vengano certo le auto private (o per servizi pubblici, ma sempre veicoli del genere “auto”), nei (pochi) casi nei quali servono veramente. Tuttavia, la mobilità sostenibile di massa deve basarsi su infrastrutture che permettano lo spostamento senza la proprietà del mezzo. E senza la seccatura di doverlo parcheggiare per la gran parte della sua vita utile.  Un sistema integrato  La proposta di una mobilità veramente sostenibile passa dunque per una riflessione sistemica, che integri: urbanistica, infrastrutture, business model innovativi, rete di trasporto pubblico… Soprattutto, riguarda una onesta ricognizione delle esigenze della mobilità e un lavoro intelligente per darvi risposta. Abbiamo trovato tracce più che interessanti di proposte di mobilità veramente sostenibile e per questo le portiamo ai SustainabiliTALKS©  Parliamone con l’esperto,  Per affrontare questo ennesimo tema fondamentale della transizione alla sostenibilità, mercoledì 4 maggio in diretta sulla pagina Linkedin di Exsulting il nostro CEO Federico Fioretto ospiterà Giovanni Velato, per 33 anni in ENEL e anima di alcuni dei più importanti progetti di ricerca e proposta sulla mobilità sostenibile, e ovviamente “elettrica e di massa” sviluppati nel nostro Paese.”
53:50
May 04, 2022
Servitizzazione e Sostenibilità: 25° episodio dei SustainabiliTALKS©
Sostenibilità e servitizzazione è il tema del 25° episodio dei SustainabiliTALKS©. Il termine servitizzazione è stato introdotto per la prima volta nel 1988 dagli autori Sandra Vandermerwe e Juan Rada, che sostenevano che i produttori avessero bisogno di un modo per distinguersi dai concorrenti e, soprattutto, per mantenere la loro base di clienti e aumentare i livelli di differenziazione. Tuttavia, il concetto di servitizzazione può essere fatto risalire agli anni ’60, quando Bristol Siddeley Engines iniziò a fornire “Power By The Hour”. Si tratta dell’approccio pionieristico di Rolls-Royce alla gestione della manutenzione dei motori aerei che costituisce la base del loro servizio leader di  mercato Corporate Care® . Si tratta di un servizio completo di sostituzione del motore e degli accessori, addebitato a una tariffa fissa per ora di volo. Invece di comprare il motore, si compra la potenza che fornisce, permettendo agli operatori una maggior precisione nelle previsioni e sollevandoli dai costi di capitale. La servitizzazione oggi La traduzione del termine inglese “Servitization” fa riferimento a modelli di business che portano le aziende a modificare la loro proposta di valore passando dalla vendita di un prodotto alla vendita di servizi. È un processo graduale che porta il servizio a non essere solo venduto in aggiunta al prodotto, ma a diventare il fulcro dell’offerta di valore. In questo panorama ricoprono un ruolo centrale le tecnologie IoT, la sensoristica e la gestione e analisi di una gran quantità di dati. Questi sono indispensabili per controllare il servizio offerto, sia per garantire una giusta quotazione che per assicurare una continuità dello stesso. Sostenibilità e Servitizzazione: quali opportunità? Nella tradizionale vendita transazionale di beni fisici le aziende non hanno un incentivo a preoccuparsi di quanto il prodotto sia riutilizzabile, rigenerabile, rinnovabile o riciclabile. Questo ha notevoli conseguenze in termini di impatti ambientali, a partire dall’ingente quantità di rifiuti che il sistema economico attuale produce. La servitizzazione fornisce incentivi ai produttori a prendere decisioni più sostenibili.  Ciò in relazione alla progettazione, alle operazioni e allo smaltimento e/o gestione dei beni fisici alla fine del loro ciclo di vita. In un modello di business basato sulla vendita di prodotti i progettisti svolgono il loro lavoro allo scopo di ridurre il costo dei componenti, delle materie prime e dei processi produttivi. Oltre, talvolta, a predisporre una obsolescenza precoce per precostituire ulteriori vendite di prodotto. Al contrario, se la proprietà del prodotto rimane al produttore, la progettazione sarà sicuramente orientata a mantenere il valore del prodotto/servizio il più a lungo possibile e a recuperarlo nel fine vita. Parliamone con l’esperto Le opportunità che la servitizzazione offre alla sostenibilità sono molte. Ma è richiesto un cambio di paradigma non facile da accettare e digerire in azienda. Per discutere di questo complesso tema, il nostro CEO Federico Fioretto ospita in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Mario Rapaccini, Ph.D, Professore di Innovation Management, Strategy and Entrepreneurship all’ Università di Firenze e fondatore di ASAP Service Management Forum. Nonché autore di diverse libri e pubblicazioni sulla trasformazione digitale e la servitizzazione delle aziende manifatturiere.
52:09
April 21, 2022
Le sfide della moda: 24° episodio dei SustainabiliTALKS©
Le sfide della moda è il titolo del 24° podcast dei SustainabiliTALKS©.  Dal punto di vista della Sostenibilità, il settore tessile-abbigliamento-moda è uno dei più critici. Secondo alcune stime il 10% dell’inquinamento globale proverrebbe da questo settore. Molti tessuti derivano direttamente dal petrolio. Soprattutto nel campo del cosiddetto “fast fashion”, cioè l’abbigliamento di poco prezzo destinato a essere usato solo pochissime volte e poi gettato a rifiuto, più del 50% è costituito da poliestere. Del resto, oltre il 35% delle microplastiche contenute nell’acqua (e oggi ormai anche nel corpo umano) è considerato provenire proprio da prodotti tessili. Il naturale è la soluzione? Un ritorno alle fibre naturali sembra essere la soluzione ideale. In parte sicuramente lo è. D’altro canto, va considerato che anche  la coltivazione di fibre naturali come il cotone presenta criticità. L’uso di fertilizzanti, il grande consumo di acqua, l’impoverimento dei suoli a causa delle monocolture e la competizione con le coltivazioni alimentari sono problemi che non possono essere trascurati. Le emissioni dell’industria della moda contengono 1,7 miliardi di tonnellate di CO2 ogni anno, con la previsione di un aumento di oltre il 50% nel prossimo decennio. A proposito di acqua, mentre un paio di jeans richiede 3,8 metri cubi di acqua per la produzione, secondo stime delle Nazioni Unite tra l’80 e il 90% dell’acqua utilizzata in questa filiera viene utilizzata e reimmessa in natura senza alcun trattamento o controllo. Producendo gravi danni ambientali e alla salute umana. E gli aspetti sociali? Abbiamo già visto in un SustainabiliTALKS© precedente gli aspetti critici della filiera moda rispetto agli aspetti sociali, legati alla sicurezza sul luogo di lavoro, al lavoro minorile, alle condizioni economiche e sociali dei lavoratori. In molte parti del mondo, e qui parliamo di una filiera estesa su tutto il pianeta, i lavoratori dell’abbigliamento, operano in condizioni completamente inaccettabili. Non fanno eccezione anche grandi marchi, con marginalità che permetterebbero ben altri salari e condizioni di sicurezza. Ma “lontano dagli occhi lontano dal cuore”, si dice. Dunque ancora molto spesso al consumatore sfuggono questi aspetti. Nuovi modelli di business Ma in questo quadro, come spesso accade, la Sostenibilità porta una ventata di innovazione e idee per le soluzioni. Oggi sono in corso molte innovazioni sia nelle fibre, che nei processi produttivi. Tuttavia, una delle sfide più interessanti è forse quella del cambiamento dei modelli di business. Dall’eccesso del modello “fast”, in cui si presenta quasi una “collezione” alla settimana, per indurre un consumo sfrenato, stiamo assistendo alla sperimentazione di modelli di business basati sul riciclo di capi di seconda mano o addirittura esperimenti di servitizzazione dell’abbigliamento, come di altri prodotti tessili (arredamento). Forse saranno proprio nuovi approcci alla generazione di Valore da parte delle imprese, che riducano la necessità di aumentare continuamente la produzione, che potranno avviare il settore tessile-moda-abbigliamento verso una nuova stagione di maggior sostenibilità. E vincere le sfide della moda verso la sostenibilità. Parliamone con l’esperto, il 6 Aprile in diretta sulla pagina LinkedIn di Exsulting L’ospite del nostro CEO Federico Fioretto questa volta è stato Alberto Candiani, rappresentante della 4° generazione di una longeva famiglia di imprenditori del tessile italiano, presidente e amministratore delegato di Candiani Denim.
47:08
April 08, 2022
Imparare dall'Africa: 23° episodio dei SustainabiliTALKS©
”Imparare dall’Africa” è il titolo di questo episodio dei SustainabiliTALKS©.  Per secoli l’Africa è stato per l’Europa, e non solo, un continente da sfruttare. Poi è diventato un continente da “aiutare nello sviluppo”, ma questo è spesso rimasto un modo coloniale di guardare all’Africa. Si sono portate soluzioni, e sostenute istituzioni, spesso inadatte alla cultura locale e finalizzate tutto sommato a perpetuare lo sfruttamento. La più recente ondata è di impronta cinese. Senza dimenticare quella araba, soprattutto Saudita e degli Emirati, sempre e comunque in un’ottica di sfruttamento e con meno vincoli. In parallelo a questi sviluppi, gli USA sotto la Presidenza Obama hanno avviato un’azione massiccia, capillare, con il progetto YALI per raggiungere e fidelizzare una nuova generazione di leader economici, sociali e politici. Insomma, un vero ciclone che ha investito il continente. Questo panorama è sempre volto a un’idea di sviluppo che non chiede all’Africa e ai suoi abitanti cosa vogliano e quali siano la loro idea di sviluppo o il potenziale che intendono esprimere. Tuttavia, chi guarda con più finezza può vedere il sorgere di una generazione, o forse due, capace, dinamica e desiderosa di dire la propria, costruendo da sé il proprio destino. Imparare dall’Africa La nostra società malata, e continuamente fallimentare nell’affrontare le sfide della sostenibilità a livello di sistema, potrebbe imparare dall’Africa, invertendo per una volta il flusso delle idee e dei modelli? Ci sono dinamiche e approcci allo sviluppo e alla generazione di Valore che l’Africa, o alcune delle sue molteplici culture ed esperienze, possono insegnarci? Potrebbe venire dall’Africa il nuovo boom di sviluppo del benessere, in un’accezione magari completamente nuova, dopo che ormai da decenni si è afflosciata la capacità del mondo “sviluppato” di generare Valore in equità e condivisione? Ne parliamo 23 marzo alle 18 in diretta sulle pagine LinkedIn di Exsulting A queste e ad altre domande, abbiamo cercato di dare risposta nella 23a puntata dei SustainabiliTALKS©. L’ospite del nostro CEO Federico Fioretto questa volta è stato Martino Ghielmi, fondatore della comunità Vadoinafrica.com e grande esperto del continente africano. Tra l’altro, Martino e Federico si sono conosciuti in un tempo in cui entrambi lavoravano in Africa, dunque sarà anche un confronto di esperienze professionali e personali, ad arricchire ulteriormente una puntata che sembra promettere un grande interesse.
59:29
March 29, 2022
Il futuro del turismo sostenibile: 22° SustainabiliTALKS©
Il turismo sostenibile è il tema del 22° episodio dei SustainabiliTALKS©. L’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce il turismo sostenibile come quel turismo in grado di soddisfare i bisogni dei viaggiatori e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo di proteggere e migliorare le opportunità per il futuro. Come garantire la sostenibilità, e quindi la permanenza nel lungo periodo, del turismo? Facendo un uso ottimale delle risorse ambientali che costituiscono un elemento chiave dello sviluppo turistico, mantenendo i processi ecologici essenziali e aiutando a conservare il patrimonio naturale e la biodiversità; Rispettando l’autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti, conservando il loro patrimonio culturale costruito e vivente e i valori tradizionali, e contribuendo alla comprensione e alla tolleranza interculturale; Garantendo operazioni economiche sostenibili e a lungo termine, fornendo benefici socio-economici a tutte le parti interessate che siano equamente distribuiti, tra cui occupazione stabile e opportunità di guadagno e servizi sociali alle comunità ospitanti, e contribuendo alla riduzione della povertà. Come stanno cambiando le richieste e le aspettative dei clienti? E gli scenari economici e sociali? Il megatrend della sostenibilità sta travolgendo anche questo settore. I viaggiatori, come tutti gli utenti, sono sempre più attenti alla sostenibilità e al rapporto con i territori e la loro valorizzazione. Si predilige un turismo più lento, meno di massa, attento alla cultura locale, ai luoghi marginali, agli incontri lungo la via. Cambiano anche i viaggiatori, sempre più esploratori solitari, magari donne e/o con animali domestici al seguito. Non si viaggia obbligatoriamente alla ricerca del relax, cambia anche il budget a disposizione e addirittura si viaggia lavorando. Quale sarà il futuro del turismo sostenibile? È possibile anticipare il mercato per non farsi trovare impreparati? Come applicare la scienza dell’anticipazione all’industria del turismo? Parliamone con l’esperto Il nostro CEO Federico Fioretto ospita in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Valentina Boschetto Doorly, una dei pochi esperti europei di Futuro dedicati al Turismo & Ospitalità. Fully accredited member di APF (Association Professional Futurists), membro attivo di Copenhagen Institute for Futures Studies (C.I.F.S) e del Marketing Institute of Ireland.
51:13
March 09, 2022
La città sostenibile: 21° SustainabiliTALKS©
La città sostenibile è il titolo del 21° episodio dei SustainabiliTALKS©. L’urbanizzazione è uno dei megatrend dell’ultimo secolo. Circa metà della popolazione mondiale, 3,5 miliardi di persone, vive oggi nelle città. Si prevede che fino a 5 miliardi di persone andranno a vivere nelle città entro il 2030 e circa il 70% della popolazione mondiale entro il 2050. Come sarebbe la città sostenibile? La città sostenibile è una città progettata tenendo conto degli impatti ambientali, sociali ed economici del suo esistere, con l’obiettivo di preservare la resilienza degli ecosistemi per le presenti e future generazioni.  Ad oggi però, le città presentano problematiche dal punto di vista ambientale, sociale ed economico che le rendono ben lontane da un paradigma di sostenibilità. Crisi che la troppo rapida urbanizzazione sta accentuando.  Ambiente  Le città occupano solo il 3% della superficie terrestre, ma sono responsabili del 60-80% del consumo totale di energia e del 75% delle emissioni di carbonio. Ma non è tutto: l’urbanizzazione è una delle maggiori cause di consumo di suolo. La costruzione di nuovi edifici, infrastruttura e insediamenti urbani porta con sé la necessità di occupare territori, e quindi suolo, precedentemente dedicati ad attività agricole, naturali o semi naturali. Inoltre, molte città sono più vulnerabili ai cambiamenti climatici e ai disastri naturali a causa della loro ubicazione geografica e dell’alta densità di popolazione. Quindi una progettazione resiliente e orientata alla sostenibilità è fondamentale per evitare perdite umane, sociali ed economiche.  Società  9 persone su 10 che vivono nelle aree urbane di tutto il mondo respirano aria inquinata a causa degli importanti impatti ambientali dovuti a un’economia tutt’ora alimentata da energia fossile. Questo ha enormi impatti sulla salute delle persone, soprattutto quelle appartenenti alle fasce più fragili come bambini e anziani. Ma il costo della rapida e mal progettata urbanizzazione non è solo ambientale e sanitario. Basti pensare al numero crescente di abitanti nelle periferie del mondo e delle metropoli occidentali, con conseguente sovraccarico e inadeguatezza dei servizi sanitari, idrici, sociali e delle infrastrutture come strade e traporto pubblico. Un circolo vizioso a danno dell’ambiente e della comunità.  Economia  Le città e le aree metropolitane sono le protagoniste della crescita economica, contribuendo a circa il 60% del PIL globale. Possiamo però parlare di un contributo delle città alla sostenibilità economica dell’ecosistema globale? Difficilmente. Serve un cambio di radicale di rotta: una città sostenibile deve poter garantire che tutti i cittadini abbiamo una quantomeno decente qualità della vita, che tutti facciano parte della dinamica produttiva cittadina, così da creare valore condiviso e stabilità sociale senza arrecare danno all’ambiente.  Un possibile approccio: il metabolismo urbano.  ll metabolismo urbano è un approccio olistico alle tematiche di sostenibilità urbana, ispirato ai sistemi naturali. Questo modello consente di tenere traccia di tutti gli input e output di un ecosistema urbano, permettendo di ottenere dati su risorse idriche, energetiche, alimentari, materiali e sulle persone, da utilizzare per una migliore pianificazione e gestione del territorio.  Un tema complesso sul quale ragionare, porre domande e trovare risposte. A tale scopo, il nostro CEO Federico Fioretto ospita in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Paola Pluchino, esperta di Economia Circolare Strategica e autrice del libro “La città vivente – introduzione al metabolismo urbano circolare”.
51:53
February 23, 2022
Etica efficace e sostenibilità: 20° SustainabiliTALKS©
Etica efficace e Sostenibilità è il tema del 20° episodio dei SustainabiliTALKS©. Un tema chiave ma spesso malinteso L’etica, anche chiamata filosofia morale, “indica quella parte della filosofia che si occupa del costume, ossia del comportamento umano”. Nel parlar comune, chiamiamo “comportamento etico” un comportamento che riteniamo conforme a ciò che si ritiene “buono”, o “morale”. Definizione scivolosa, a rischio d’interpretazione soggettiva. In generale quindi non si usa l’etica per definire le strategie e gli obiettivi di un’impresa. Oppure lo si fa in modo molto superficiale, per il marketing e la comunicazione. In realtà, gli esseri umani sono molto sensibili al contenuto etico dei comportamenti e delle strutture organizzative nelle quali si svolge la loro vita sociale, dunque anche professionale. Lo sono generalmente in modo inconscio, ma lo sono. L’etica al cuore della Sostenibilità Il fatto che si tratti di un tema delicato non ci esime dal tentare di scoprire se possa avere attinenza con la Sostenibilità. In effetti si potrebbe dire che l’etica, ovvero la tendenza a realizzare cose benefiche per la società nel suo complesso, è una motivazione essenziale della Sostenibilità. Ma lungi da noi il voler tingere la Sostenibilità di buonismo, banalizzandola. Non un’etica qualunque, bensì l’etica efficace è il cuore della Sostenibilità. Cosa intendiamo con questo termine specifico? Etica  efficace è quell’insieme di pensieri, programmi, azioni, comportamenti che realizza obiettivi desiderabili, generatori di Valore. Discende da questa affermazione la conseguenza che l’etica efficace può costituire la base ideale per lo sviluppo di strategie e di obiettivi che soddisfano i requisiti della Sostenibilità: gestire in modo trasparente le responsabilità dell’organizzazione per la tutela dell’ambiente, la generazione di benessere sociale e prosperità economica nel lungo periodo. Vediamo questi principi in pratica Per scoprire se quanto appena affermato sul legame tra etica efficace e Sostenibilità è vero, ne abbiamo parlato con un leader che sull’efficacia dell’etica ha scommesso la propria vita, professionale e non solo. Nel 20° episodio dei SustainabiliTALKS© il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato Vincenzo Linarello, presidente del Consorzio GOEL. GOEL è una realtà di straordinario interesse nel nostro Paese, nato con lo scopo del riscatto della Calabria, regione martoriata dalla criminalità. Il tutto con un progetto basato proprio su valori etici, ma sostenuto da capacità imprenditoriali di straordinaria raffinatezza e, appunto, efficacia.
52:18
February 09, 2022
Sostenibilità e gestione pandemica: 19° SustainabiliTALKS©
Sappiamo che la Sostenibilità ha tre componenti fondamentali: quella Sociale, quella Economica e quella Ambientale. La situazione venutasi a creare in molti Paesi del  mondo a partire dalla fine del 2019 (in Europa dall’inizio del 2020), ha impattato su tutti questi aspetti. E ancora lo sta facendo  sia per le imprese, sia per le società all’interno delle quali esse operano. Con implicazioni su diversi piani. In questo quadro complesso, con impatti rilevanti sulle imprese e sui loro collaboratori a più livelli, ci pare che la discussione sia carente nel quadro del discorso generale sulla Sostenibilità. Eppure, una società sottoposta a uno shock così forte, dovrebbe a nostro avviso comunicare molto al proprio interno, confrontarsi apertamente alla ricerca di soluzioni condivise. Magari complesse, multidimensionali e non “one size fits all” (una misura va bene per tutti), come sembra si cerchi da molti di fare . Crediamo anche che come professionisti della Sostenibilità sia doveroso sollecitare i nostri interlocutori e colleghi imprenditori e manager a una riflessione più ampia. La sfida è grande e non possiamo tirarci indietro dalle nostre responsabilità civili. Che sono anche, ricordiamolo, importanti per il presente e il futuro delle nostre imprese. E delle nostre persone. Aggiungiamo domande sul tavolo Cercheremo quindi di trovare risposte e soprattutto altre domande da porre sul tavolo comune, favorendo una riflessione più ampia sulla Sostenibilità in questa fase. Con questo fine il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Alberto Contri, Docente di comunicazione sociale e una delle persone più esperte del rapporto tra imprese e società nel nostro Paese.
57:21
January 26, 2022
Economia del Bene Comune: 18° SustainabiliTALKS©
L’Economia del Bene Comune sarà il tema del 18° episodio dei SustainabiliTALKS©. Nel 2015 il Comitato Economico Sociale Europeo ha riconosciuto L’Economia del Bene Comune come l’unico modello economico – etico, sostenibile e orientato alla coesione sociale – in grado di far fronte alla scarsa resilienza del sistema economico e sociale europeo. Ma cos’è l’Economia del Bene Comune (o EBC)? L’EBC si definisce come; Un movimento internazionale che propone un modello socio-economico etico in cui l’economia mette al centro il benessere delle persone e del pianeta, basato su 5 valori fondamentali orientati al bene comune:Dignità umana Solidarietà Giustizia sociale Eco-sostenibilità Trasparenza Condivisione democratica. Piano Economico In questo sistema socio-economico il fine è il bene comune, una buona vita per tutti, e non una mera accumulazione di denaro e capitale. Pertanto, questo si traduce in minime ineguaglianze di reddito, un consumo di risorse coerente con la capacità portante dell’ecosistema e l’impegno per i diritti e le opportunità delle generazioni future. Piano Politico Non solo le imprese, ma anche la pubblica amministrazione e la politica ricoprono un ruolo di attivo in questo panorama. Infatti, possono essere decisivi nell’allocare risorse, incentivi, tasse, dazi e public procurement alle imprese sulla base del loro effettivo contributo al bene comune. Andrebbero ad essere privilegiate le aziende più virtuose, rendendo la politica il driver del cambiamento. Piano Sociale Infine, sul piano sociale l’EBC promuove un’educazione consapevole che sia in grado di far riflettere le persone sul proprio stile di vita ponendo l’accento sulla valorizzazione del proprio essere e della comunità. Economia del Bene Comune e Sostenibilità. Quali opportunità per le imprese? Quali gli strumenti utili? Per trovare risposte e cercare altre domande, il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Lidia Di Vece,  commercialista e presidente della Federazione per l’Economia del Bene Comune in Italia. Vi aspettiamo mercoledì 22 Dicembre alle ore 18 in diretta LIVE sulla pagina LinkedIn di Exsulting.
52:45
December 23, 2021
Moda e sostenibilità: quali possibilità? 17° SustainabiliTALKS©
Moda e sostenibilità: quali possibilità? È questa la domanda cardine del 17° episodio dei SustainabiliTALKS©. Il settore della moda è intrinsecamente non sostenibile in quanto fondato sul creare e rispondere a quelle che sono tendenze del momento, sviluppando un consumo crescente all’accelerarsi del cambio del gusto indotto dai produttori. La moda “tradizionale” è organizzata in 4 collezioni all’anno. Nel Fast Fashion invece sono state contate circo 52 micro-collezioni annue. Va da sé che questo settore si faccia protagonista di un ingente accumulo di rifiuti e spreco di materiali. Gli impatti ambientali A partire dalla produzione delle materie, passando per processi produttivi e fase d’uso e arrivando al fine vita, la moda è responsabile di molti impatti ambientali negativi. Per coltivare 1 kg di cotone occorrono circa 11.000 litri d’acqua. Le fibre sintetiche sono costituite di prodotti derivati da petrolio o minerali.  Le tinture utilizzate per i capi possono essere tossiche per l’ambiente, per chi li indossa e per i lavoratori.  Ma non solo, i lavaggi dei nostri capi possono portare alla dispersione in mare di microplastiche impercettibili a occhio nudo, ma comunque in grado di entrare nella catena alimentare attraverso la fauna marina. Il fine vita dei prodotti tessili spesso si traduce in conferimento in discarica o abbandono. A onor del vero, negli ultimi anni si sta diffondendo ampiamente il mercato dell’usato, ma che valore può avere un capo progettato per durare pochi mesi? Gli impatti sociali Non è solo la componente ambientale della sostenibilità a essere interessata dagli impatti della moda. Anche il sociale è fortemente vittima del consumismo che caratterizza i nostri giorni. Il consumatore vuole comprare tanto e spesso spendendo il meno possibile. A rimetterci è la catena di fornitura, a partire dai lavoratori che spesso abitano l’altra parte del mondo. Salari minimi inadeguati, scarsa sicurezza sui luoghi di lavoro, sfruttamento, sfruttamento minorile… Sono solo alcuni dei costi sociali che dovremmo aggiungere agli scontrini d’acquisto. Moda e sostenibilità. Quali alternative possibili? Parliamone con l’esperto Per trovare risposte e cercare altre domande, il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Matteo Ward, Co-founder e CEO di WRAD  una startup di moda focalizzata sull’innovazione, l’educazione e il design sostenibile.
52:34
December 15, 2021
Nonfinancial reporting, tra comunicazione e strategia: 16° SustainabiliTALKS©
Il percorso della rendicontazione non finanziaria o di sostenibilità è molto impegnativo per le aziende. Lo è a livello di risorse umane, economiche e strutturali. Ma intraprendere questo cammino nel modo giusto permetterà alle aziende di utilizzare i dati raccolti non solo per comunicarli all’esterno, ma anche per la definizione di strategie aziendali che siano coerenti con i bisogni dell’azienda e dei suoi stakeholder. Gli stakeholder, e il mercato stesso, richiedono che le aziende inizino la transizione verso la sostenibilità. E saranno loro stessi a premiare le aziende virtuose. Quelle che praticano la sostenibilità e la comunicano nel modo giusto. 16° SustainabiliTALKS©: Non-financial reporting, tra comunicazione e strategia Tante sono le opportunità per le aziende. E tante sono le incertezze. Per trovare risposte a dubbi e curiosità, il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato in questo episodio dei SustainabiliTALKS© Marco Giuliani, Professore ordinario di Revisione aziendale presso la facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche. Dal 2020 è direttore del corso di laurea magistrale in Management della Sostenibilità ed Economia Circolare nel quale è titolare del corso “Sostenibilità, non-financial reporting e assurance”. Lo stile che vogliamo utilizzare nei SustainabiliTALKS© è di una chiacchierata intima, pur se svolta in pubblico. Vogliamo mettere sul tavolo domande e riflessioni che aiutino ad andare al cuore dei problemi più scottanti della transizione alla Sostenibilità e allo Sviluppo Sostenibile. Questo sarà l’obiettivo anche di questa puntata.
53:41
November 24, 2021
Sostenibilità e Impact Investing: 15° SustainabiliTALKS©
Sostenibilità e Impact Investing sono modi diversi di praticare la stessa cosa? Hanno aspetti in comune? Sono complementari? L’Impact Investing  è la svolta che risolverà le implicazioni sociali, spesso trascurate, della transizione alla sostenibilità? Oppure è l’ennesima forma di greenwashing inventata dal mondo della finanza per sfuggire a una trasformazione ormai indifferibile? L’Impact Investing si differenzia prima di tutto dai cosiddetti SRI (Social Responsible Investments), cioè investimenti che escludono attività nocive per società e ambiente. È anche diverso dai cosiddetti “Investimenti Sostenibili” (ESG), cioè che privilegerebbero (il condizionale è d’obbligo, visto il caos nel campo) aziende “virtuose”. Si differenziano gli Investimenti “Impact” anche dalla Filantropia, nella quale sostanzialmente il capitale è investito a fondo perduto, senza alcuna aspettativa di un ritorno, salvo eventualmente di immagine. Opportunità per le aziende? Si tratta quindi di capitali che vanno a finanziare attività da cui ci si aspetta che producano un reddito. Dunque, è possibile che l’II rappresenti un’opportunità per le imprese? E quali sono eventualmente i confini entro i quali queste opportunità possono essere colte? Considerando il pubblico dei SustainabiliTALKS© sono proprio questi alcuni tra gli aspetti che vogliamo approfondire nel prossimo incontro. L’ospite sarà uno dei maggiori esperti di Impact Investing in Italia, oltre che un navigato e sensibile uomo di finanza. Sostenibilità e Impact Investing ai SustainabiliTALKS© Alla ricerca di risposte e di altre domande, il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato in questa puntata dei SustainabiliTALKS© Luciano Balbo, fondatore e presidente di Oltre Venture, la prima società italiana di Venture Capital Sociale.
51:04
November 10, 2021
Sostenibilità sul serio: misura degli impatti e digitalizzazione: 14° SustainabiliTALKS©
La Sostenibilità “sul serio” richiede alcune azioni indispensabili. Tra queste, stabilire obiettivi precisi, metodologie e strategie per raggiungerli. Successivamente è necessario misurare accuratamente gli impatti e le performance rispetto alle attese. Ciò per poter verificare l’efficacia delle azioni pianificate e correggere il tiro in un’ottica di miglioramento continuo. Su entrambi i punti, spesso, casca l’asino: le aziende sono restie a indicare pubblicamente i propri obiettivi, anche su temi e dati sicuramente non riservati. Quanto poi a misurare realmente gli impatti e analizzarne le cause, in vista del miglioramento continuo, questo è davvero un tasto doloroso. Non parliamo nemmeno del rendicontare su obiettivi mancati e coinvolgere gli stakeholder nel superare le proprie difficoltà. Eppure, non si potrà raggiungere alcuno degli obiettivi ambiziosi che si è posta l’Europa per mettere in atto gli Accordi di Parigi, ed evitare i danni peggiori del cambiamento climatico, se non si fanno queste cose. La Sostenibilità “sul serio” è l’unica sostenibilità che sia degna di questo nome e porti concreti vantaggi all’impresa e a tutti i suoi portatori d’interesse. Ivi compreso l’ambiente e le nostre comunità. Per affrontare questi temi il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato il 13 Ottobre scorso Daniele Roscino Avetrani, Founder di Ecosostenibile.eu, una ESGtech, startup benefit che si occupa di automazione, digitalizzazione e misurazione dei processi ESG. Buon ascolto
52:41
October 14, 2021
Sostenibilità e Moda: un binomio possibile? Ecco il 13° episodio dei SustainabiliTALKS©
Sostenibilità e moda: un binomio possibile? E’ la domanda cardine del  tredicesimo episodio dei  SustainabiliTALKS©. Il settore della moda contribuisce attivamente al Cambiamento Climatico.  Uno studio del 2020 mostra che il settore della moda sia stato responsabile del 4% delle emissioni totali di GHG nel 2018. Per non parlare di tutti gli altri impatti ambientali dovuti all’utilizzo di sostanze più o meno tossiche, solventi e quant’altro. La moda è responsabile anche di notevoli impatti sociali. La delocalizzazione della produzione, l’aumento del ritmo al quale vengono presentate nuove collezioni, la crescente diffusione del fast fashion e la richiesta di voler sempre di più e pagare sempre meno, si portano dietro sfruttamento dei lavoratori, salari inadeguati, poca sicurezza sui luoghi di lavoro. Morti, malattie, inquinamento in cambio di una t-shirt a pochi euro. Ci sono alternative a questo sistema? Alla ricerca di risposte e di altre domande, il nostro CEO Federico Fioretto ospita in questa puntata dei SustainabiliTALKS© Silvia Gambi, giornalista esperta di comunicazione e sostenibilità, docente e fondatrice del blog Solo moda sostenibile
54:26
September 29, 2021
Economia a scarto ZERO: SustainabiliTALKS© 12° episodio
E’ chiaro ormai che alla base di business model, aziende ed economie sostenibili e circolari ci sia l’utilizzo razionale di tutti i tipi di risorse, dall’energia alle materie prime, dalle risorse finanziarie alle risorse umane. Un sistema sostenibile è un sistema efficiente a livello ambientale, economico e sociale. Quando parliamo di economia circolare facciamo riferimento a modelli di produzione sostenibili in grado di rigenerarsi  autonomamente. Questo vuol dire che gli scarti di un processo produttivo o di fine vita di prodotto diventano materia prima per un altro processo produttivo. Riducendo così al minimo le perdite materiali, ambientali ed economiche. Ma a chi conferire di scarti di produzione se non si è in grado di riutilizzarli nella produzione aziendale? Uno dei pilastri portanti dell’Economia Circolare è la simbiosi industriale. Vale a dire la collaborazione e interazione tra diversi stabilimenti industriali al fine di un più agevole ed efficiente utilizzo e riutilizzo di risorse, e quindi anche degli scarti, nonché di una vera e propria contaminazione industriale di conoscenze e competenze. Appuntamento al 15 Settembre LIVE su LinkedIn Per capire come ottimizzare la gestione dei residui e degli scarti e avanzi di produzione e valorizzarli in un’ottica di economia circolare, il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato in questa puntata dei SustainabiliTALKS© Marco Battaglia, cofondatore e CEO di Sfridoo che degli scarti ha fatto il suo core business.
55:44
September 15, 2021
Il potere dello Stakeholder Engagement: SustainabiliTALKS© 11° episodio
Stakeholder engagement è una frase che si sente comunemente nell'ambito del dibattito sulla sostenibilità. Ma si tratta spesso di una frase fatta, un luogo comune praticato con poca consapevolezza. Il che fa perdere all'impresa un sacco di buone opportunità. Per capire come invece il coinvolgimento dei portatori d'interesse di un'impresa può essere la chiave di volta di progetti di crescita e successo, il nostro CEO Federico Fioretto ospita in questa puntata Selina Xerra, Direttrice CSR e Comitati Territoriali del Gruppo IREN. Con Selina abbiamo esplorato a fondo un esperimento primo in Italia di coinvolgimento propositivo e assai vantaggioso degli stakeholders da parte dell'impresa. Buon ascolto!
49:34
July 22, 2021
Tutelare l'approvvigionamento delle materie prime con la sostenibilità: SustainabiliTALKS© 10° episodio
Nello stile costruttivo e senza peli sulla lingua dei SustainabiliTALKS© abbiamo affrontato il tema del costo crescente dell'assicurazione dell'approvvigionamento delle materie prime mediante la sostenibilità, ma non solo, con un grande esperto di questo approccio alla sostenibilità integrata. Anche per ascoltare una storia di successo, tutta italiana ma con respiro globale, di coniugazione della salvaguardia dell’ambiente con l’assicurazione di una materia prima naturale, rinnovabile all’infinito… purché tutelata con attenzione, integrità e passione. Il 7 Luglio 2021 infatti, il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato Luciano Pirovano, Global Sustainable Development Director di Bolton Food e Board Member dell’International Seafood Sustainability Foundation. Questa è la registrazione integrale dell'incontro.
51:41
July 07, 2021
Il CEO di Exsulting risponde alle domande degli ascoltatori nell'8° episodio dei SustainabiliTALKS©
Il CEO risponde è l’ottava tappa dei SustainabiliTALKS©, quella nella quale facciamo il punto con i nostri ascoltatori su ciò che hanno portato a casa fino a oggi. È stato un momento per ascoltare le esigenze di imprenditori e manager, nel loro quotidiano approccio al tema. Da dove comincio un cammino di Sostenibilità? Devo fare il Report di Sostenibilità o no? Che tipo di innovazione porta o richiede la Sostenibilità? Mi porta dei vantaggi per raccogliere capitali e investimenti? Può  davvero migliorare i risultati economici della mia azienda? Queste sono solo alcune delle domande che ci hanno posto gli iscritti all'8° episodio dei TALKS. L'episodio è stato registrato il 9 giugno LIVE su LinkedIn Per rispondere a queste e altre domande, il nostro CEO Federico Fioretto è stato intervistato da Cinzia Zuccon, giornalista indipendente specializzata nei temi economici e appassionata a sua volta di Sostenibilità. La giornalista ha posto le domande pervenute dagli ascoltatori nei giorni precedenti. 
53:42
June 14, 2021
ONG e Imprese: quasi amici
Continua il viaggio dei SustainabiliTALKS©, siamo arrivati alla settima tappa dal titolo “Ong e imprese, quasi amici”. Negli ultimi anni stiamo assistendo a una trasformazione della visione delle imprese. Si sta superando il concetto di impresa con il solo scopo del profitto, abbracciando una dimensione più ampia che includa obiettivi e scopi sociali e ambientali. L’Agenda 2030 delle Nazioni Uniti ha esteso la responsabilità di raggiungere uno sviluppo sostenibile a tutti. A tutti gli enti, governi, ong, cittadini. E anche alle imprese, che con il loro business devono riuscire a contribuire al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. In questo contesto, si vede sicuramente rafforzato, nel bene e nel male, il rapporto tra aziende e Ong. Da un lato, le aziende che desiderano affrontare le sfide dei nostri tempi vedono nelle Ong un alleato strategico. In grado di accompagnarle, e farsi accompagnare, nel percorso verso lo sviluppo sostenibile. Le une integrando gli aspetti di sostenibilità in azienda, le altre guadagnando una maggiore efficacia delle proprie iniziative e obiettivi. Dall’altro lato, ci sono tutte quelle aziende incapaci di leggere l’attualità e l’importanza di un repentino cambio di rotta. Quest’ultime vedranno sempre le Organizzazioni non governative, ed i loro monitoraggi, come acerrimi nemici. Come può, una partnership tra attori profit e non-profit, diventare uno strumento a sostegno dello sviluppo sostenibile? Le aziende hanno superato, finalmente, la concezione filantropica della sostenibilità?  E lo scettiscismo verso modelli di business innovativi? Ne parliamo il 26 maggio LIVE su LinkedIn Per cercare risposte a queste e altre domande, il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato Mariagrazia Midulla, Responsabile per il Clima ed Energia di WWF Italia.
55:15
May 28, 2021
CFO e Sostenibilità: un'alleanza possibile. Il 6° episodio dei SustainabiliTALKS©
NOTA SULLA QUALITÀ AUDIO: Ci scusiamo con i nostri ascoltatori per la qualità a momenti non eccellente di questo audio. L'ospite ha voluto molto apprezzabilmente mantenere l'appuntamento ma per un imprevisto non ha potuto trovarsi in un luogo silenzioso: il bello della diretta! Abbiamo fatto del nostro meglio :-) CFO e Sostenibilità: fino a poco tempo fa due termini che rappresentavano l’uno l’antitesi dell’altro. Questa la conseguenza di un approccio minimalista e convenzionale alla Sostenibilità. Come prematura erede della CSR, essa veniva considerata una mera aggiunta di costi per rispondere, anche solo apparentemente, a richieste ed esigenze del mercato. Uno sviluppo del concetto di Sostenibilità troppo focalizzato sul reporting ha peggiorato ulteriormente la situazione per alcuni anni. Finalmente, negli ultimi pochissimi anni e con il contributo della pressione del Cambiamento Climatico e della crisi mondiale, le cose stanno cambiando. Non più eresia Anzi, soggetti insospettabili di buonismo ambientalista come il World Economic Forum hanno abbracciato il tema della Sostenibilità per la generazione di Valore. In quest’ottica la Sostenibilità deve essere integrata nelle scelte strategiche di lungo periodo, come prima cosa. Essa deve contribuire in modo determinante agli obiettivi di business, che costituiscono un tutt’uno con quelli di Sostenibilità. Integrazione, appunto, nell’interesse di tutti gli stakeholders, azionisti e investitori inclusi. Ogni spesa per la Sostenibilità deve essere un investimento, con risultati misurabili. Anche se non sempre e solo finanziari. Ma ANCHE finanziari. E poi va integrata nelle decisioni a ogni livello e nei processi, compresa la loro gestione. Un approccio che per Exsulting ed ESIndex®.  è nativo. Un ruolo fondamentale, non più ostile Il CFO ricopre un ruolo fortemente strategico e decisionale nell’impresa; per questo è necessario cambiare approccio se lo si vuole coinvolgere e convincere con la sostenibilità. Ovviamente era “il nemico” in una logica di pura aggiunta di costi per “far bella figura”. E meno male, verrebbe da dire. Una volta passati dalla logica basata sui costi a quella basata su ricavi, sui risparmi e sulla neutralizzazione dei rischi, il CFO diventa automaticamente un alleato. Ma certo che per convincere una figura così intimamente connessa alla concretezza dei numeri, non bastano le chiacchiere.  L’idea di utilizzare la sostenibilità come strumento per la generazione di Valore va solidamente dimostrata e motivata. Parola di CFO Fatte queste premesse è stato molto interessante sentire il parere di un diretto interessato: Raffaele Ruella, CFO, Head of Corporate Services & Amministratore delegato di AFV Beltrame Group e grande sostenitore della sostenibilità integrata in azienda. È la prima volta che facciamo un’eccezione, incontrando un cliente ai SustainabiliTALKS©, ma siamo sicuri che ne varrà la pena, vista l’esperienza dell’ospite.
52:10
May 12, 2021
Imballaggi ed Economia Circolare: 5° Episodio dei SustainabiliTALKS©
Il peso del packaging potrà frantumare le ambizioni dell’Unione Europea per uno sviluppo sostenibile e un’economia circolare? Il tema è da molto tempo uno dei più caldi nel dibattito sulla Sostenibilità. Non solo rifiuti Il problema non è solo quello della gestione della quantità enorme di rifiuti da imballo che accompagnano una gran parte dei prodotti oggi in circolazione. C’è il tema della logistica, con l’aggravio dell’impronta dei trasporti. C’è lo spazio nei punti vendita. Ci sono gli imballi in materiali compositi/accoppiati, e così via. Sono temi importanti, la responsabilità della cui soluzione compete a un’altrettanto complessa galassia di soggetti: istituzioni, imprese, cittadini… Non solo problemi D’altro canto gli imballi non rappresentano solo problemi. In molti casi possono rappresentare soluzioni: allo spreco alimentare, alla sicurezza contro i furti, alla protezione di merci delicate. Parallelamente, come ogni problema complesso, anche quello degli imballi e della protezione dei prodotti può essere affrontato in molti modi diversi. Spesso la discussione è svolta in modo ideologico, da un lato motivata da legittime preoccupazioni ambientali e relative alla salute. Dall’altro da altrettanto legittimi interessi economici e occupazionali. Ben diverso è l’approccio alla Sostenibilità di Exsulting e di ESIndex® Ne abbiamo parlato il 28 Aprile LIVE su LinkedIn Nello stile costruttivo e senza peli sulla lingua dei SustainabiliTALKS© il nostro CEO Federico Fioretto ha incontrato Elisabetta Bottazzoli, già Responsabile Area Green Economy e Sostenibilità del CONAI e ora advisor indipendente per aziende e istituzioni sui temi dell’ambiente e della sostenibilità.
53:47
April 28, 2021
Che fare con la Tassonomia? SustainabiliTALKS© 4° episodio, con Pietro Negri
Sono passati poco più di 3 anni da quando la Commissione Europea presentava il Piano d’Azione sulla finanza sostenibile. Il piano contiene strategie e misure da adottare per rendere il sistema finanziario europeo coerente con gli impegni presi con la comunità internazionale. Si tratta di operare per prevenire, contrastare ed adattarsi al cambiamento climatico nonché agire per rimediare alle sempre più ampie disuguaglianze sociali. La finanza sostenibile è stata scelta come strumento primario per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e giustizia sociale dell’UE, prevedendo l’orientamento dei flussi di capitale verso investimenti sostenibili. Ma come si può identificare un’attività finanziaria sostenibile? Una delle sfide della Finanza Sostenibile è proprio trovare una risposta a questa domanda. Probabilmente è la sfida più importante, e solo alcune delle risposte sono arrivate nel marzo 2020, con la pubblicazione del report finale sulla tassonomia UE delle attività economiche sostenibili. Seguita a giugno 2020 dal regolamento UE relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili.  Nel report vengono individuati e classificati 70 settori economici principali ed i relativi criteri sulla base dei quali verificarne la sostenibilità. Che fare con la tassonomia? Quali soggetti dovranno applicarla? Sicuramente gli operatori finanziari sostenibili e responsabili e le aziende soggette all’obbligo di rendicontazione non finanziaria. Ma in che modo dovranno utilizzarla? È sufficiente avere un dizionario condiviso sulla sostenibilità per salvare il pianeta? Per cercare risposte a queste e altre domande, il nostro CEO Federico Fioretto ha ospitato Pietro Negri, già presidente del Forum per la finanza sostenibile e una delle voci più autorevoli in Italia sul tema. Ne è uscita una conversazione, nella parole di un'ascoltatrice, "FRIZZANTE". Buon ascolto!
54:07
April 15, 2021
Verso una Finanza Sostenibile SustainabiliTALKS© 3° episodio
Verso una Finanza Sostenibile è il titolo del terzo episodio dei SustainabilliTALKS©. Il 10 Marzo u.s.  è stata la prima tappa del Sustainable Finance Disclosure Regulation (Sfdr). Si tratta del regolamento Ue sulla disclosure di sostenibilità, In quel giorno si prevedeva l’attuazione delle norme di primo livello, ossia quelle relative all’informativa sui rischi di sostenibilità dei diversi prodotti finanziari. La corsa all’adeguamento del 10 Marzo Abbiamo assistito a una corsa furiosa nella quale,le varie società d’investimento soggette alla regolamentazione hanno cercato di conformarsi al dettato normativo. Anche noi di Exsulting siamo stati chiamati  per fungere da Advisor per l’allineamento ai criteri ESG. In particolare riguardo ai portafogli d’investimento in aziende produttive. Finanza sostenibile o un altro Greenwashing? L’esperienza è stata variegata, con una forte tendenza al “Greenwashing”, ma con lodevoli eccezioni che fanno ben sperare su una reale svolta della finanza verso la sostenibilità. Parliamone con l’esperta Sul punto però abbiamo sentito il parere di una grande esperta del settore, Daniela Carosio, PhD. Daniela è professore associato di CSR e Business Ethics presso la Bologna Business School nonché Senior Partner di Sustainable Value Investors e direttrice di SEV – Sustainable Equity Value Ltd. Quest’ultima è una società che promuove la cultura della sostenibilità tra aziende, organizzazioni  e investitori istituzionali.
51:02
April 01, 2021
Quale Economia Circolare? 2° episodio dei SustainabiliTALKS©
Il CEO di Exsulting, Federico Fioretto, incontra Carlo Ghiglietti, CEO di Zeroenvironment, per una riflessione senza equivoci sul tema del momento: l'Economia Circolare. Affrontiamo alcune domande chiave: Qual è la differenza tra Economia Circolare e Sostenibilità? Una supera l'altra? Oppure sono obiettivi sinergici? Cosa mettere in priorità? Sono parole al vento oppure hanno un significato di strategia industriale? E ancora: può una singola impresa dire di "fare Economia Circolare"? E infine il DOMANDONE: Riciclo è Economia Circolare? Nello stile che vogliamo dare ai SustainabiliTALKS©, una chiacchierata intima, svolta in pubblico, per mettere sul tavolo domande e riflessioni che aiutino ad andare al cuore dei problemi più scottanti della transizione alla Sostenibilità e all'Economia Circolare
51:01
March 17, 2021
SustainabiliTALKS© Episodio n. 1: Un futuro senza Plastica?
Il CEO di Exsulting, Federico Fioretto, incontra Massimo Bergamini, CEO di SIRT, azienda del settore della plastica, per una riflessione senza pudori su un tema caldo della sostenibilità. Sarà possibile immaginare un futuro senza plastica? Èquesta la domanda giusta da posti? E quale "plastica"? E le plastiche bio-based? Nello stile che vogliamo dare ai SustainabiliTALKS©, una chiacchierata intima, svolta in pubblico, per mettere sul tavolo domande e riflessioni che aiutino ad andare al cuore dei problemi più scottanti della transizione alla Sostenibilità e all'Economia Circolare
54:48
March 08, 2021