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Vergini

Vergini

By Emanuele Centola e Alessandro Pirani
Siamo Emanuele Centola e Alessandro Pirani e questo è Vergini, il podcast che tenta di fermare l’attimo in cui stiamo per imparare.
Domande sbagliate alle persone giuste da parte di due vergini su come tutti prima o poi smettiamo di esserlo.

Emanuele Centola è un grafico post-maniera → www.emmaboshi.net
Alessandro Pirani è un consulente riluttante, wannabe sensemaker → www.alepirani.com
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Extravergini Fine (stagione)
La fine della prima stagione, a metà di una stagione, quando il grande freddo tocca il suo apice. Mentre tutto comincia (Draghi, le varianti del COVID, Clubhouse) noi finiamo, per ora. In questa session il flow ci ha fatto tornare in mente tutte le lezioni che i nostri ospiti ci hanno dispensato in questi mesi: questo significa produrre conoscenza. Alla fine, questo podcast non è altro che un’ennesima riprova di come ci si salva solo insieme, parlando e trovando le parole giuste. E ci siamo ricordati del perché abbiamo iniziato questa conversazione: per esorcizzare l’idea della fine, per tentare in tutti i modi di far durare di più il presente, dato che il futuro ci avvicina sempre di più alla morte. Intanto è passato un anno dall’inizio della nostra nuova era, e siamo diversi da prima. O forse no. Sicuramente siamo così, dolcemente complicati e ancora non ci è chiaro se vogliamo essere persone o prodotti, brand o personalità vere. Un raffinato video di Enzuccio Chi siamo chi saremo - Laboratorio di Etica fondato e diretto da Vito Mancuso Squali della Groenlandia  Hot ones - interviste piccanti 
42:03
February 19, 2021
Ep. 10 - Di ineluttabilità e imprevedibilità, con Simone Cicero
Imparare ad essere presenti a se stessi, vivere come un filo d’erba. Ora che anche Netflix ci propone la serie in cui imparare la meditazione, noi ci siamo fatti meditabondi con uno che di pensiero se ne intende, anche se non è (ancora) un monaco buddista. Un overthinker, qualcuno dirà, uno che pensa e scrive moltissimo. Una persona di rara sensibilità, diciamo noi, nonostante sia un ingegnere (ma veramente è un ingegnere? O fa tutto parte dello storytelling?).  Uno che tutto il mondo ci invidia, alla fine uno dei business thinkers della new wave più citati all over the world, uno che “parlo solo romano e inglese”, uno che vive in provincia, che va dal pizzicagnolo, uno che in un podcast in italiano non l’avete mai sentito prima, forse.  Ineluttabilità, imprevedibilità. Solo assolutismi. Un episodio in doppia cifra, con ospite in tripla. Con Simone Cicero abbiamo spinto forte, con un’altra chiacchiera molto nietzschiana (e oltre) su come cerchiamo faticosamente di adattarci al nuovo mondo. Viviamo chiaramente in un nesso, tra il non più e il non ancora, tra tentativi di dare senso al mondo e immaginare prospettive di salvezza. Tra cosmologia e escatologia, per dirla alla buona. E quindi l’abbiamo presa larga, molto: tra meditazione, forme alternative di educazione, allenamenti mentali e fisici, tra scuoline e dinamiche genitoriali, ci siamo addentrati nella selva oscura dell’adattamento al mondo, a questo mondo che ogni giorn di più ci sbatte in faccia la nostra inadeguatezza ma, nello stesso tempo, le risorse che nemmeno noi sappiamo di avere per farcela.  “Se non pratichi, non trascendi”. Non abbiamo dato nessuna risposta alla grande domanda di come si impara e soprattutto come ci si sente quando non si sa ancora ciò che si sta per imparare, figuriamoci, però 2-3 suggestioni le abbiamo buttate lì.  Il podcast di Simone  Il romanzo "Ministry for the future" La doughnut economics Dove vedere il film ‘Unlearning’ Chi è Wandel Berry Il libro sulla deep adaptation di Jem Bendell
01:15:42
January 08, 2021
Extravergini Natale
Extravergini è la rubrica di appunti di Vergini. Contenuti extra per tenere traccia di ciò di cui vorremmo parlare a fondo con un/a ospite, prima di aver deciso chi può essere.  Natale in casa Vergini. Per festeggiare una ennesima prima volta, la prima volta del Natale a distanza. Un evento spiazzante: una Festa fatta essenzialmente di ritrovo, di ritorno alle radici, uno spartiacque che scandisce le stagioni, e che per la prima volta vivremo lontani. E allora abbiamo fatto una jam di chiacchiere con alcuni vergin-ers (grazie!): di cosa parliamo quando parliamo di natale. Con numerose parentesi aperte e quasi mai chiuse: il futuro dei negozi di vicinato, le ricette tipiche del Belpaese, il cenone, IO, il cashback di stato. Spaghetti col tonno, pearà, struffoli, orecchiette e cappelletti. Tutto sa di normalità nell’ora più buia. Tutto sembra mancare come l’aria, anche a chi non è mai fregato nulla e anzi il solo pensiero di questa coazione a ripetere lo mandava in tilt.  E vabbè. Ha da passà  a’ nuttata. In una grande balotta tra Frascati, Bologna, Imola, Cento, la Val Nure, Il Lago di Garda, Lugo, la Valtellina. Con Simone Cicero, Antonella Gallino, Beppe Cataudo, Federico Gusmeroli, Marianna Zocca.
01:28:18
December 22, 2020
Ep. 9 - Conoscenza e riconoscenza, con Simone Ravaioli
Come si diventa ciò che si è? Domandone, vero.  Prima di noi un paio di pensatori se lo sono chiesti. Nietzsche, ok. Poi qualche altra decina. E tutti avevano in comune il percorso accidentato di conoscenza in cui provavano a stare: un percorso di esplorazione in cui gli incontri innescano processi, un percorso completamente relazionale in cui diventiamo ciò che siamo (solo) grazie agli altri.  Ognuno di noi prova ad accrescere il proprio bagaglio, tra rinforzi positivi o sonore mazzate, ben miscelate, con picchi e vallate, che ci accompagnano lungo la via. Ogni volta è la riconoscenza il primo atto che ci fa essere ciò che siamo. E che ci fa conoscere.  Stavolta Vergini ha incontrato Simone Ravaioli, un mago in quella pratica indecifrabile e non codificabile che consiste nel trovare l’inatteso, nell’imbattersi ‘per caso’ con ciò che (non) stavi cercando, scoprendo che in realtà era proprio ciò che hai trovato era proprio lì per te.  Duchamp progettava opere concettuali per tentare di ridurre la volontarietà della scoperta, provando a creare opere apparentemente casuali che rappresentassero ‘appuntamenti con il contrario della sorpresa’. Simone fa un po’ così: il suo comfort è il discomfort più estremo per molti, con un lucidità invidiabile, soprattutto considerata la sana vena di follia romagnola con cui è  condita.  Dalle sperimentazioni per gastropellegrini, alla incredibile avventura con Airbnb, a come accoglie le persone a casa sua, a come si trova a capo dello sviluppo del business di un’azienda australiana fighissima che fa una cosa (le micro credentials) avanti anni luce rispetto ai nostri standard da Paese in declino. https://www.postrivoro.it/ https://www.finedininglovers.it/eventi/gastropilgrims-san-francisco
01:06:41
December 12, 2020
Ep. 8 - Giustizia come vocazione, con Cathy La Torre
Una vita tutta spesa perché gli altri possano averne una. Tutti. Ognuno nella sua identità, anche - soprattutto - quando l’identità è difficile da definire, quando una qualsiasi delle infinite forme di ingiustizia impedisce di essere come si vuole, con chi si vuole, dove si vuole.  Vergini incontra una vergine. Nata il 31 agosto in Sicilia, fa l’avvocato delle cause vinte. Di quelle vicende giudiziarie che non interessano a nessuno perché in gioco non ci sono soldi, proprietà, ma identità. Fluida in tutto, attivista dell’intersezionalità (abbiamo imparato una parola nuova, lo ammetto), in fissa da sempre con i diritti, Cathy La Torre a quarant’anni e qualche mese è già un simbolo delle lotte civili.  Co-fondatrice di GayLex e Wild Side – Human First, rete di avvocati e attivisti per la tutela dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali, trans, crede in un’idea trasformativa, dinamica del diritto e delle leggi, come strumenti che sostengono e abilitano il cambiamento della società. E crede che ‘chi regala ore vive in eterno’, come le scrisse Alda Merini nella sua casa milanese.  Per questo è cintura nera di assistenza legale pro bono, alla faccia di quelli che ‘non ne vale la pena’, ‘è una causa persa’. Come tutte le vergini ha pochi problemi di cuore, molti di più di intestino. Ah, e non tollera il disordine, a meno che non sia il suo. Wikipedia Il suo libro Nessun causa è persa Premio pro bono The Good Lobby La campagna ‘Odiare ti costa’  Intersezionalità Episodio di Morgana su Marielle Franco
01:02:25
December 04, 2020
Ep. 7 - Ingegneria digestionale, con Riccardo Astolfi
Se la frutta secca per te si mangia a Natale, se la pasta madre è quella che fa tua mamma (sempre a Natale), se sei vegano ma soprattutto se non lo sei ma vorresti esserlo *e* non hai mai avuto il coraggio neanche di pensare di poterlo diventare, se devi ascoltare una sola puntata di Vergini questa è la puntata per te.  Riccardo Astolfi, il guru intergalattico della pasta madre che qualche dieci e rotti anni fa– way before it was cool – iniziò a spacciare lieviti anticipando di qualche lustro la lievito-mania che abbiamo conosciuto con il lockdown. Partito dalla pasta madre delle Sorelle Simili, ha portato il verbo della lievitazione naturale in tutto il mondo (del suo libro esiste un’edizione americana, per dire).  Tra ricette, algoritmi specifici e ingegneristici e combinazioni alchemiche abbiamo indagato la prevedibilità della cucina come grande metafora gnoseologica (si scrive così?) tra Ratatouille, Nutella, formaggi di noci di macadamia, fake meat, inganni cognitivi, aromi rigorosamente artificiali (oh, ma quanto sono guduriose le Croccantelle del Forno Damiani?), rinfreschi.  Esiste tutto ciò che io non riesco ancora a immaginare? C’è spazio per inventare, creando conversazione – fermentazione – e quindi innovazione. Riccardo su Linkedin Riccardo su Twitter Riccardo su Instagram
01:01:31
November 17, 2020
Ep. 6 - L'arte di scegliere, con Jacopo Romei
Volo a vela, barca vela, canto a cappella. E poi anche moto, gaming, improvvisazione, scrittura creativa. Jacopo Romei è tutte queste cose, talmente tante e disparate che non ha senso racchiuderle in un’unica definizione. Poliedrico, eclettico, si sposta in giro per l’Italia e per il mondo alla ricerca di organizzazioni che vogliono cambiare il loro modo di lavorare e produrre valore. Insieme, abbiamo chiacchierato di scelte, di posizioni, di negoziazioni, e l’abbiamo fatto in un giorno che era contemporaneamente: festa delle forze armate, giorno prima del lockdown, giorno delle elezioni US. Un giorno insomma in cui l’idea di imparare a decidere - E soprattutto imparare a smettere di fare qualcosa - risultava particolarmente urgente. In bocca al lupo a tutte e tutti, e che Dio ce la mandi buona. Link: jacoporomei.com Per acquistare il suo libro Extreme Contracts con lo sconto un bellissimo video dell’Anonima Armonisti il TED talk di Dan Pallotta
01:07:49
November 05, 2020
Extravergini Morti
Vivere vicino ai cimiteri aiuta ad amarli. E in una giornata uggiosa all’estremo ascoltare un podcast sui cimiteri diventa l’occasione per parlare di morti. I morti vivono in noi, non se ne vanno mai. I morti siamo noi, siamo noi al contrario, nel sottosopra, nel mondo alla rovescia, ma sempre noi. I social ci fanno esser meno morti, o forse ci sottraggono la capacità di far vivere i ricordi? Sono una stampella alla nostra memoria e come tutte le stampelle ci tolgono un po’ di abilità, mentre ci abilitano a fare qualcosa.  Tra diritto all’oblio, cimiteri, registrazioni vocali e voglia di immortalità, un extravergini molto ombroso e molto autunnale. Carico di lacrime non versate, di cuori gonfi d’amore e pronti a scoppiare.  Ispirato da Camposanto podcast di Giulia De Pentor
33:50
October 17, 2020
Ep. 5 - Smallness is sexy, con Giacomo Beccari
Partire da molto in basso per arrivare in alto è ciò che fa chi corre in montagna, chi fa scialpismo, chi ama la montagna insomma. Ma anche chi si avventura in un’impresa professionale difficile, cercando di farsi largo nella giungla del mercato un passettino alla volta.  Salire implica fatica, rinunce di tutto ciò che non è essenziale, alleggerire il peso, dimagrire anche, perché i passi siano più svelti e meno pesanti, e la cima arrivi prima e meglio.  L’essenzialità del linguaggio architettonico, con cui si traducono i desideri dei clienti, diventa nel lavoro di Ciclostile Architettura una poetica dell’assenza, della sottrazione, non necessariamente monacale ma essenziale (non minimale), piccolo, eppure carico di senso.  Di questo e altro parliamo con Giacomo Beccari, architetto, e appunto runner, scialpinista, campione di sobrietà umana e professionale. Che reagisce a certa retorica archistar (la bigness teorizzata da Rem Koolhas) con un linguaggio diverso.  Ma come si fa a essere presenti nel fare un lavoro che è tutto futuro? Che tenta di imbrigliare l’evoluzione in un recinto di senso e di fatto (l’abitare) in un artefatto dell’ingegno? Link: Ciclostile architettura
01:04:27
October 13, 2020
Extravergini Colazioni
Extravergini è la rubrica di appunti di Vergini. Contenuti extra per tenere traccia di ciò di cui vorremmo parlare a fondo con un/a ospite, prima di aver deciso chi può essere.  Rompere il digiuno, colazioni, manie alimentari varie. Viene spontaneo chiedersi: ora va ancora di moda parlare di cibo? Sì, ma in un altro modo rispetto a qualche tempo fa.  Cinque anni fa ci fu l’EXPO e si parlava di cibo solo in chiave di apporti nutrizionali, di alternative proteiche, oltreché di impatti socio-ambientali. E in effetti in questi anni dovunque io sia andato ho sempre cercato di restare fedele alla regola aurea della Colazione Proteica. Ricordo ottime eggs benedict da Paul, e uova sode nel Pollino. E un epico full english breakfast al Market. Ovunque.  Comunque sia, che siate o meno ‘ortoressici’ (patologicamente ossessionati dall’alimentazione ‘salutare’), questo Extravergini è per voi. Parliamo di noi, e di conseguenza di voi (siamo o non siamo rappresentativi?).  Di quella volta che iniziammo a interessarci alla turbo colazione, e di quell’altra in cui provammo ad andare in palestra. Ogni volta il punto è sempre lo stesso: si tratta di tentativi di avviare processi di cambiamento di se stessi, di adattamento del nostro corpo e del nostro spirito al mondo. Di rendere se stessi ‘fit’ all’ambiente, corrispondergli e fonder-ci-si.  Che si tratti di sollevare ghisa, affinare la mira nella fossa, imparare a tenere viva la pasta madre, alla fine ogni cosa che impariamo è un atto con cui proviamo a plasmare noi stessi in funzione di ciò che dobbiamo fare.
17:02
October 10, 2020
Ep. 4 - La padella e il manico, con Matteo Bortolini
Fare l’amore col proprio lavoro ti fa perdere la cognizione del tempo, dello spazio, del dolore. Immergersi nel pensiero e nella ricerca, fondersi con la pagina andando a caccia di tracce di senso sepolte negli archivi e nelle biblioteche, è uno sport per cui serve una vocazione. Puoi allenarla, ma ci devi nascere, con una buona dose di incoscienza. Prendi Maradona: quando si fa mezzo campo annichilendo tutti e andando in rete mica lo sapeva come ci stava riuscendo. Il gol del secolo arriva così, per quella magia inspiegabile fatta di talento e impastata con la fortuna (sempre che esista). Con Matteo Bortolini, intellettuale molto poco organico, ci siamo spinti fin qui, in una ballata rock epistemologica tra metodi su come trattenere tutto organizzando archivi di conoscenza, allenamenti di sguardi ed epifanie improvvise, in cui l’elemento cognitivo è al centro di un’esperienza - la ricerca - che è totalizzante, faticosa, snervante. E che alla fine è poi ciò che facciamo tutti, chi più chi meno, chi con più metodo e chi con meno. Tutti ricerchiamo soprattutto per trovare noi stessi, per costruirci come persone e per costruire la nostra idea di mondo quasi sempre sbagliata, fuori tempo massimo, che tanto poi si va sempre per tentativi. E ogni fallimento è un’occasione per tornare a studiare.
01:17:03
October 06, 2020
Ep. 3 - L’unica gioia, con Martina Liverani
L’incoscienza di cominciare sempre, senza essere mai preparati per farlo. Ok, il meglio è nemico del bene, ma il brutto è molto più nemico del bello e non c’è modo di farsene una ragione. Martina Liverani nel 2013 comincia un’avventura chiamata Dispensa, una ‘rivista di carta’ che rapidamente è diventata un punto di riferimento nell’editoria non tanto e non solo ‘di settore’, piuttosto un benchmark su come si racconta e come lo si impacchetta in un prodotto senza tempo, di grande eleganza eppure accessibile, semplice e puro. Semplicemente bello. E la bellezza, si sa, è un dovere. Con una testa gastronomica da sempre, da quando scorrazzava tra i coloniali della nonna in Romagna, con Martina abbiamo parlato di camminate, di cani, di scrittura e atto creativo (non perdetevi la chiacchiera sul punto, che Duchamp lèvati). Non abbiamo parlato di Bottura e neanche di Niko Romito, nemmeno di René Redzepi, insomma di nulla di tutto ciò di cui verrebbe spontaneo parlare con lei, che li frequenta tutti abitualmente. Un’ora solo su come se sei nato con la malattia del cominciare (si chiamerà arcofilia?) non puoi fare altrimenti se non produrre idee e concept seriali, provando - di quando in quando, se capita quello ‘più migliore’ degli altri - a farne il tuo mestiere. Perché «L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante» (Cesare Pavese). Segui Martina sul web: @martina_liverani @dispensa_magazine @provviste
58:29
September 29, 2020
Ep. 2 - The burn you need, con Irene Ferri
Cosa succede quando stiamo iniziando a imparare? Dovremmo concentrarci sul presente, senza bruciarlo pensando al futuro. Dovremmo frizzare l’attimo. Con chi potevamo proseguire la conversazione, se non con una fotografa, che lo fa di mestiere? E che, oltretutto, è un vulcano di idee i cui corsi vanno sold out in poche ore? Cambio di prospettiva, ricerca dell’inatteso, per farlo arrivare agli occhi e alla testa di chi guarda. Un viaggio tra serendipity e intuizione, dove la perdita di verginità passa per lo stabilire una relazione quasi carnale con i luoghi. Luoghi che direbbero anonimi, al di là del bene, del male, del bello, del pittoresco. Luoghi sottratti allo storytelling in cui, proprio per questo, le storie sgorgano incontrollate se osservate dall’occhio capace di vederle. O, al contrario, luoghi di enorme tensione creativa come il Burning Man, esperienza mistica nel deserto del Nevada che ci entri vergine e ne esci trasfigurato. Ne abbiamo chiacchierato con Irene Ferri, fotografa mezza appenninica e mezza losangelina, che se fosse per lei a colazione si farebbe di erbazzone tagliandolo con un pumpkin spice latte di Starbucks. Esplosa su Instagram negli ultimi mesi, ha passato l’estate in giro per l’Italia per mappare il Belpaese più nascosto, più vero, più del cuore, dando fondo a un immaginario che si nutre tanto di David Lynch quanto di Martin Parr, per dare vita a uno stile inconfondibile e irresistibile. Segui Irene sul web: ireneferri.com il sito ufficiale @ire.ferri su Instagram il suo progetto IT∀LIA Abbiamo parlato, tra l’altro, di: Burning Man Martin Parr Fotografia Europea, Reggio Emilia, festival internazionale dedicato alla fotografia contemporanea La saga dei video di Lettieri per Liberato
01:01:49
September 22, 2020
Ep. 1 - Fatti di dati, con Donata Columbro
Siamo dati di fatto o siamo fatti di dati? O forse strafatti? Da marzo di quest’anno anche chi non era malato di lifehacking e misurazione compulsiva di ogni possibile metrica umana (sanitaria, sportiva, lavorativa, alimentare, ecc.) l’ha capito bene il peso che i dati e la loro comprensione hanno in una vita. Morti come numeri del lotto, contagi interpretati come fondi di caffè hanno reso evidente che non c’è nulla di meno ‘dato’ del dato. Tutto è convenzione, negoziazione, consenso. Solo così com-prendiamo il mondo che ci circonda. A partire da noi stessi. Tracciare ciò che facciamo per trarne indicazioni non casuali su come progredire è il primo passo per capire il proprio posto nel mondo. Ne abbiamo chiacchierato con Donata Columbro, giornalista e data-attivista che lavora per umanizzare e rendere accessibile la comprensione dei dati. Sullo sfondo, lunghe corse sul lungotevere e istruzioni su come diventare romani in poche semplici mosse, scegliendo dove vivere come farebbe un vero nerd. Segui Donata sul web: donatacolumbro.it Dataninja, la sua società @dontyna su Instagram @dontyna su Twitter Abbiamo parlato, tra l’altro, di: L’affaire Strava La vicenda del databreach di Garmin Le protoinfografiche di Barbiana Troppolitani di Antonio Rezza Il progetto Dear Data di Giorgia Lupi
01:22:51
September 15, 2020
Ep. 0 - Nati imp(rep)arati
Un inizio col botto. In questo episodio dopamina mescalina endorfina, tutto naturale tutto biologico. Partire senza averlo deciso, con una registrazione a tradimento che sembra recitata con uno script sotto. No, non è vero. Comunque.  Vergini è un meta podcast sull'imparare a fare le cose, non bene, anche perché il bene è nemico del meglio, e questo è il trailer on steroids che preannuncia gli sfracelli che faremo durante l'imminente lockdown.
17:16
September 04, 2020